Ha iniziato a produrre energia ieri l’impianto fotovoltaico da 40 kW consegnato da Greenpeace agli abitanti di Lampedusa. I pannelli sono stati acquistati grazie al contributo, in “crowdfunding”, di circa mille persone e trasportati fisicamente sull’isola lo scorso ottobre a bordo della Rainbow Warrior. Presenti all’inagurazione il sindaco Giusi Nicolini insieme con diversi rappresentanti comunali e una delegazione di Casa di Love, fondazione di Taiwan che ha coperto i costi relativi all’installazione del parco solare.

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Si tratta di un impianto fotovoltaico composto da 160 pannelli solari, installati sul tetto di uno degli edifici comunali. Il risparmio garantito all’isola di Lampedusa dall’utilizzo dell’energia rinnovabile prodotta consentirà un risparmio di circa 200 mila euro e una riduzione delle emissioni di CO2 di oltre 300 tonnellate. Come ha dichiarato Andrea Purgatori, presidente di Greenpeace Italia:

È paradossale che in luoghi famosi per il sole, il mare e la bellezza come Lampedusa l’energia venga prodotta quasi completamente dal petrolio. Noi vogliamo invertire questo trend e per questo auspichiamo che l’inaugurazione di oggi sia solo un primo concreto passo verso un futuro al 100 per cento rinnovabile per le isole italiane.

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Un’iniziativa che ha portato le persone coinvolte, a cominciare da chi ha risposto alla campagna di crowfunding “Accendiamo il Sole”, a sbloccare la realizzazione di un impianto già autorizzato, ma fermo per colpa di “lungaggini burocratiche”. Come ha affermato Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia:

Siamo grati a tutte le persone che hanno permesso di sbloccare il paradosso di un impianto completamente autorizzato, ma fermo a causa di lungaggini burocratiche. I cittadini, al pari di Comuni e piccole e medie imprese, devono essere incentivati ad autoprodurre l’energia che consumano, e non ostacolati come avviene in Italia.

Chiediamo che questa situazione cambi presto sia a livello comunitario, con la nuova direttiva sulle energie rinnovabili, sia a livello nazionale. Vedremo se il governo Gentiloni cambierà la linea anti rinnovabili seguita dal governo Renzi, che per tre anni ha quasi bloccato un settore così importante per il futuro energetico del Paese

14 dicembre 2016
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