Fotovoltaico Germania, tagliare gli incentivi è una manovra elettorale

Peter Altmaier, ministro tedesco dell’Ambiente, sta cercando per la seconda volta di far passare il taglio degli incentivi al fotovoltaico in Germania. Ma sarebbe solo una manovra pre-elettorale, in Germania si vota a settembre, destinata a fallire.

L’ipotesi, a dire vero assai credibile, viene avanzata da Sandra Enkhardt e Michael Fuhs in un editoriale pubblicato da PV-Magazine.

Altmaier sta propagandando in lungo e in largo l’idea che si debbano congelare gli incentivi al solare per raffreddare la bolletta elettrica dei cittadini e delle aziende tedesche. Tutto questo in brevissimo tempo: entro agosto. E a costo di mettersi contro la lobby della green economy e persino numerosi suoi compagni della CDU, il partito della Merkel.

Secondo i due giornalisti Altmaier preferisce far brutta figura tra i pochi per conquistare il voto dei molti, in piena logica elettorale e non economica o energetica. Ma il ministro non sembra recedere dal suo intento e anzi, rilasciando un’intervista alla Bild annuncia di aver fretta:

Nei prossimi giorni presenterò la posizione del Governo coordinata con il ministro dell’Economia

Poi, aggiunge Altmaier, la posizione verrà ulteriormente discussa il 21 marzo con la Merkel. Il ministro, infine, si dichiara “molto fiducioso” sulla buona riuscita del suo progetto.

Ma il ministro dell’Economia Philipp Rösler non sembra molto convinto della reale efficacia del taglio degli incentivi al fotovoltaico per abbassare i costi dell’energia elettrica in Germania. Ma ammette di voler ancora riformare la disciplina dei sussidi pubblici.

I Liberali, partito di Rösler, hanno ad esempio proposto di far scender il costo della bolletta abbassando le tasse sull’energia e il ministro dell’Economia ha aggiunto, parlando del collega all’Ambiente:

Verremo in aiuto su proposte particolari, quando Altmaier avrà idee concrete

A stretto giro la risposta di Altmaier:

Ogni proposta e contributo per il successo del mio progetto è benvenuta. Tutti devono salire a bordo, compresi gli Stati federali, l’opposizione e ovviamente i partner della coalizione di Governo. La rivoluzione energetica è una battaglia nazionale che noi tutti possiamo combattere se mettiamo insieme le idee sul tavolo.

Politichese allo stato puro, in pieno stile da campagna elettorale. Conforta solo che anche in Germania, faro della green economy europea, la polemica sugli incentivi alle rinnovabili abbia molto poco di economico e di energetico e troppo di politico. Come in Italia: mal comune, mezzo gaudio.

7 febbraio 2013
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