Gli equilibri del mercato fotovoltaico globale negli ultimi anni hanno subito diversi mutamenti. L’Europa da pioniera del solare ha ingranato una marcia bassa mentre i Paesi asiatici, l’area MENA, i Paesi latinoamericani e gli Stati Uniti hanno premuto sull’acceleratore. La Cina nel 2015 ha scalzato il primato di potenza installata detenuto per anni dalla Germania, raggiungendo quota 43 GW a fronte dei 40,9 GW tedeschi.

La Germania lo scorso anno mirava a installare 2,5 GW, ma la nuova potenza connessa si è fermata a quota 1.456 MW. I 7 GW all’anno installati nel triennio d’oro del fotovoltaico tedesco, dal 2010 al 2012, sono ormai un miraggio.

Anche il fotovoltaico italiano nell’ultimo biennio ha subito una battuta d’arresto a causa dei tagli retroattivi agli incentivi e dell’assenza di un quadro normativo in grado di assicurare stabilità al mercato e di attrarre nuovi investimenti.

Il periodo nero del fotovoltaico tedesco e italiano sembra però destinato a finire presto. Gli analisti sono ottimisti. L’Italia dal 2016 al 2020 installerà 4 GW di fotovoltaico, mentre la Germania aggiungerà ben 8,7 GW. La marcia più veloce sarà innestata da un ulteriore calo dei prezzi del fotovoltaico e dei sistemi di accumulo.

In Italia i segnali di ripresa si sono già visti nei primi 5 mesi del 2016 con un aumento delle installazioni del 58% rispetto allo stesso periodo del 2015. La nuova potenza installata è stata di 164,8 MW di cui 50 MW aggiunti nel solo mese di maggio.

La Germania e l’Italia hanno le carte in regola per sviluppare un mercato fiorente dei sistemi di accumulo fotovoltaici e possiedono il know-how per integrare nella rete una fetta sempre maggiore di energia rinnovabile.

Secondo gli analisti il solare europeo nei prossimi decenni vivrà una nuova età dell’oro. Stando ai dati diffusi da BNEF entro il 2040 ben il 70% del fabbisogno elettrico europeo sarà coperto da fonti rinnovabili. Il 50% della nuova potenza installata proverrà proprio dal fotovoltaico, in particolare dal settore residenziale. Da qui al 2040 l’autoproduzione coprirà il 10% della domanda elettrica del Vecchio Continente, grazie a una crescita record del 405% trainata dal fotovoltaico su tetto abbinato a sistemi di accumulo domestici.

5 luglio 2016
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