Fotovoltaico: Eu ProSun contro il dumping cinese sul vetro solare

La concorrenza sleale dei cinesi nel settore fotovoltaico colpisce anche i produttori di vetro per pannelli solari e, di conseguenza, tali produttori si rivolgono all’UE con un reclamo ufficiale. Prosegue quindi la battaglia in sede europea della filiera solare contro i sussidi, i prestiti a tassi agevolati con apertura di credito quasi illimitata e gli altri “trucchetti” di cui godono i produttori cinesi.

EU ProSun, associazione che riunisce diversi produttori europei di fotovoltaico e che ha già dato vita a diverse iniziative antidumping, si schiera in favore del vetro solare europeo. EU ProSun Glass, associazione distinta ma collegata a EU ProSun, ha appena depositato l’ennesimoreclamo in Commissione europea contro il vetro cinese che, già oggi, copre oltre il 90% della richiesta europea.

>>Leggi le previsioni sull’andamento del fotovoltaico nel 2013

L’associazione europea del fotovoltaico aveva iniziato la sua lotta contro il solare cinese l’anno scorso ottenendo, il 6 settembre 2012, l’apertura dell’indagine UE contro il dumping cinese nella produzione di celle, wafer e moduli poi sfociata in unavera e propria inchiesta ufficiale a novembre. Ora arriva la richiesta contro un’azione europea specifica anche contro il vetro importato dall’estremo oriente. Milan Nitzschke, Presidente di EU ProSun, spiega il perché del ricorso all’UE:

Il nuovo caso dimostra come la strategia della Cina per dominare il settore solare non sia limitata esclusivamente al settore dei moduli fotovoltaici, ma colpisca anche la produzione di materiali come il vetro. A nostro parere è solo una questione di tempo che anche i produttori di apparecchiature e di materiali grezzi siano colpiti dal dumping cinese.

Leggi i dettagli dell’inchiesta ufficiale UE sul fotovoltaico cinese

La Cina ha già risposto all’Europa, e anche agli Stati Uniti, dando il via ad una contro-indagine sul polysilicon importato dall’estero. Il silicio usato per produrre le celle fotovoltaiche, infatti, negli USA, in Europa e nella Corea del Sud sarebbe troppo incentivato dai rispettivi Stati con un conseguente danno ai produttori cinesi di questo materiale.

5 febbraio 2013
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