Non accennano ad abbassarsi i toni della discussione sulle politiche antidumping messe in campo dall’Unione Europea per contrastare la concorrenza sleale cinese nel mercato fotovoltaico. Le recenti dichiarazioni di Oliver Schaefer, presidente della European Photovoltaic Industry Association, hanno provocato l’immediata reazione della EU ProSun, voce autorevole dell’industria solare europea.

Nei giorni scorsi Schaefer si era pronunciato contro il prezzo minimo fissato dall’UE per le importazioni di moduli fotovoltaici cinesi, invocando un commercio più libero ed equo. Parole che non sono piaciute al presidente della EU ProSun Milan Nitzschke, che ha bollato la posizione dell’EPIA definendola “imbarazzante”.

La EU ProSun mercoledì prossimo ha in programma una conferenza stampa a Bruxelles in cui illustrerà la sua strategia nella disputa sul fotovoltaico, in corso ormai da anni tra Unione Europea e Cina. Gli accordi commerciali in vigore oggi, basati sul prezzo minimo dei moduli cinesi, scadranno infatti il 7 dicembre 2015. Per allora l’UE e la Cina dovranno concordare nuove regole per il commercio dei pannelli:

La EU ProSun sta cercando di prevenire il dumping sleale e distruttivo della Cina che potrebbe verificarsi alla scadenza dell’accordo sul prezzo minimo.

In un’intervista rilasciata alla rivista online PV Magazine, il presidente della EU ProSun ha spiegato che in tutti e nove i procedimenti internazionali intentati contro i produttori cinesi sono state rilevate violazioni delle norme commerciali pattuite. Di fronte a questi dati la EU ProSun reputa insensate le recenti dichiarazioni dell’EPIA:

La EPIA osa parlare di commercio equo? Sta diventando sempre più difficile prendere sul serio questa associazione.

Nitzschke ricorda che la EPIA ha infatti perso metà dei suoi membri proprio perché ha smesso di rappresentare gli interessi dell’industria fotovoltaica europea. I vertici dell’EPIA, accusa il presidente della EU ProSun, hanno più interessi negli Stati Uniti e, a eccezione di Solarcentury e Phoenix, nella leadership dell’associazione non sono presenti aziende fotovoltaiche europee:

Il suo schierarsi a favore della Cina non sorprende, ma è imbarazzante per un’associazione europea. L’EPIA che chiede di depenalizzare il dumping cinese? È come se il direttore del Tour de France chiedesse ai ciclisti di doparsi per movimentare la gara.

Milan Nitzschke chiede all’EPIA di motivare la sua posizione, facendo notare che in Europa il declino del mercato fotovoltaico è iniziato prima dell’istituzione dei prezzi minimi per le componenti solari cinesi.

L’Europa è stata sorpassata inoltre dal Giappone, dove il costo dei pannelli solari è superiore, e dagli USA, che hanno misure antidumping ancora più severe. Alla luce di questi dati la EU ProSun ritiene l’apertura dell’EPIA al mercato cinese priva di fondamento.

28 aprile 2015
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I vostri commenti
Mario Ellena Zaina, martedì 28 aprile 2015 alle16:45 ha scritto: rispondi »

Interessato a fotovoltaico con inverter per climatizzazione , Solare Termico. erchè in Italia è impossibile avere un contatto telefonico?

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