Le barriere commerciali poste dall’Europa sui prodotti asiatici nel settore fotovoltaico stanno danneggiando il mercato. A dichiararlo è stato Oliver Schaefer, capo dell’European Photovoltaic Industry Association, a pochi giorni dallo SNEC Pv Power Expo 2015, che si terrà a Shanghai questa settimana.

Per la prima volta, il leader dell’associazione dei produttori fotovoltaici europei esprime una posizione netta sul conflitto commerciale in corso da anni fra Cina, Europa e Stati Uniti, che ha influenzato enormemente il settore solare.

In precedenza l’EPIA era rimasta in disparte, contestando in maniera blanda il metodo del prezzo minimo imposto ai moduli di provenienza cinese e taiwanese. Nel corso della lunga contesa la posizione dell’associazione di categoria è cambiata. Scahefer ha spiegato:

Noi siamo sostenitori del commercio libero ed equo, ci piacerebbe dunque vedere una normalizzazione delle relazioni commerciali tra l’Europa e la Cina nel più breve tempo possibile, anche perché le limitazioni scadranno a fine 2015.

L’attuale prezzo minimo stabilito dalle istituzioni europee rimarrà in vigore fino all’inizio del 2016 e il processo di negoziazione per rivedere la cifra è già stato avviato. Secondo osservatori internazionali, la mutata posizione dell’EPIA potrebbe catalizzare l’insoddisfazione di una buona parte degli attori della filiera globale e influenzare le decisioni europee.

D’altra parte, alcuni colossi commerciali come l’americana SolarWorld, uno dei principali ispiratori delle politiche antidumping, ha già espresso forti critiche al cambio di rotta dell’EPIA. Scahefer ha concluso:

Auspichiamo un ritorno a condizioni di parità, solo così potremo aiutare l’energia solare europea a crescere e a sostenere il mercato elettrico nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni nocive. Inoltre, i consumatori avranno anche la possibilità di acquistare prodotti di qualità ai migliori prezzi esistenti sul mercato.

27 aprile 2015
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