I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) stanno cercando di aumentare l’efficienza delle celle solari attraverso uno strato di nanotubi di carbonio che consente di sfruttare lunghezze d’onda dello spettro solare che di solito non vengono assorbite.

Le celle fotovoltaiche convenzionali, infatti, non interagiscono con l’intero spettro della luce solare, cosa che, secondo gli scienziati, limita il rendimento massimo teorico di questo tipo di celle solari al 33,7%. Al di là dei limiti teorici, le celle standard più efficienti attualmente disponibili in commercio convertono in energia elettrica circa il 22% di luce solare.

La tecnologia dei nanotubi può essere utilizzata per superare questi limiti, o almeno così sostiene Evelyn Wang, professore associato di Ingegneria Meccanica al MIT. Secondo Wang, con questa tecnologia la quantità di energia alla luce del sole che è convertita in energia elettrica potrebbe idealmente raggiungere l’80%.

Il calore ha un ruolo chiave in questo processo, descritto sulla rivista Nature Nanotechnology. Nei loro studi, infatti, gli scienziati del MIT hanno combinato dei nanotubi di carbonio (cilindri cavi con pareti di spessore monoatomico) con dei cristalli fotonici, in modo da realizzare un sistema assorbitore-emettitore a doppio strato.

Quando i nanotubi assorbono la luce solare, la temperatura del dispositivo sale fino a 962 gradi Celsius. A questo punto, i cristalli riscaldati emettono luce che la cella fotovoltaica è in grado di trasformare in energia elettrica.

21 gennaio 2014
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I vostri commenti
filippo5000, mercoledì 26 febbraio 2014 alle20:58 ha scritto: rispondi »

E' possibile comperare un kit per realizzare celle solari con tubi in carbonio. Se si dove?

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