L’elettricità generata dagli impianti fotovoltaici e dai parchi eolici onshore britannici diventerà sempre più conveniente nei prossimi anni permettendo alle fonti rinnovabili di competere con i combustibili fossili.

A rivelarlo è una recente analisi condotta dalla Climate Change Committee la commissione sui cambiamenti climatici istituita dal governo britannico. Secondo gli analisti britannici l’energia generata dalle nuove centrali a gas che entreranno in funzione nel 2020 avrà un costo di 85 sterline per MWh. Nel 2025 il prezzo è destinato ad aumentare ulteriormente attestandosi sulle 95 sterline per MWh.

L’elettricità prodotta dall’eolico onshore e dal fotovoltaico avrà costi inferiori rispetto all’energia fossile già a partire dal 2016 e dal 2017. Il prezzo si attesterà sulle 83 sterline per MWh a cui vanno a sommarsi 10 sterline se si valuta il carattere intermittente della fornitura di energia fotovoltaica ed eolica.

Le stime della commissione sui cambiamenti climatici includono i costi del carbonio spesso trascurati quando si effettuano analisi sugli scenari energetici più convenienti. Nel 2030 il costo del carbonio dovrebbe raggiungere le 78 sterline a tonnellata.

Gli analisti fanno notare che i costi delle tecnologie rinnovabili e a basse emissioni saranno sempre più alti rispetto alla combustione dei fossili. Ciononostante in un mondo minacciato dal riscaldamento globale continuare a rilasciare emissioni di gas serra senza alcun freno non è un’opzione da prendere in considerazione. Il conto successivo potrebbe essere molto più salato rispetto agli investimenti necessari per produrre energia pulita su larga scala.

Alla luce di questi dati gli ambientalisti e i produttori di energie rinnovabili chiedono al governo britannico di garantire continuità al mercato per permettere la decarbonizzazione dell’economia nazionale. Una rivoluzione necessaria per consentire al Paese di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni e garantire una migliore qualità dell’aria ai cittadini britannici.

L’industria delle rinnovabili britannica punta il dito contro la riduzione degli incentivi al fotovoltaico decisa dal governo, invocando misure di sostegno a lungo termine per non mettere a rischio gli investimenti.

Finora le politiche a favore delle energie pulite hanno creato ricchezza per 122 miliardi di sterline, impiegando 460 mila persone. Benefici che rischiano di andare perduti a causa dell’inversione di rotta del governo. Un rischio testimoniato dai 1.000 posti di lavoro già persi dopo l’annuncio del taglio agli incentivi per le rinnovabili.

Gli ambientalisti invitano il governo a sostenere il fotovoltaico e l’eolico e a investire nelle tecnologie per la cattura e lo stoccaggio del carbonio. Il governo dovrebbe inoltre coinvolgere nella decarbonizzazione del settore energetico l’industria dei fossili favorendo l’adozione di tecnologie pulite.

23 ottobre 2015
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