Rinnovabili in Asia: entro il 2020, batteranno le fonti fossili sui costi. A dirlo è Bloomberg News Energy Finance, nell’ultimo Markets 2030 Report. Secondo BNEF, i costi di fonti come solare ed eolico saranno abbattuti, sia in Cina che in India: senza sussidi, nel 2020 i due terzi della nuova energia generata sarà proveniente da fonti pulite.

I risultati prevedono l’installazione, entro i prossimi 16 anni, di oltre 800 GW di energia fotovoltaica, oltre 500 GW di energia eolica e 440 GW circa di energia idroelettrica.

Malgrado gli investimenti degli ultimi anni nelle centrali a carbone, in particolare in Giappone e Corea del Sud, le previsioni di BNEF parlano di una strategia sul lungo termine che favorirà le rinnovabili, in particolare grazie alla riduzione dei costi.

Secondo il report, entro il 2020 in India la produzione di energia elettrica da rinnovabili sarà al 45%, in Cina sarà al 33%, nel resto del Sud est asiatico ammonterà al 31%, mentre in Giappone coprirà il 26%.

Le riduzioni maggiori dei costi sono previste per il settore fotovoltaico, che Bloomberg prevede diventi una “fonte competitiva in soli sei anni in gran parte della regione”.

Gli analisti prevedono che il costo dell’elettricità per fonte dell’energia solare, il “Levelized Cost of Energy” (LCOE), sarà fra i 70 e i 112 dollari per MWh in gran parte dell’Asia entro il 2020, mentre quello dell’energia eolica sarà fra i 56 e i 166 per MWh: ma, secondo il report, entrambi sono destinati a scendere.

Per quanto riguarda il carbone, il suo LCOE si aggirerà fra i 57 e i 131 dollari per MWh, mentre il gas sarà a fra i 60 e i 143 dollari per MWh: i picchi di prezzo si avranno, naturalmente, per gas e carbone importato dall’estero.

Sarà proprio questo il problema da porsi per allora: i vicini esportatori di materie prime, come l’Australia, avranno diverse difficoltà a vendere i loro prodotti, a causa della competitività delle rinnovabili locali.

10 luglio 2014
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I vostri commenti
sandro moriano, sabato 26 luglio 2014 alle7:10 ha scritto: rispondi »

la questione non è tanto quanto costa aver attivato un ciclo virtuoso quale quello delle rinnovabili ma piuttosto capire che se non ci adeguiamo molto ma molto velocemente a alla riduzione della CO2 saremo resettati dal sistema cosa sta accadendo al nostro clima ? crediamo veramente al fatto che nulla sia cambiato a livello metereologico? per concludere le rinnovabili sono solo quelle che non producono CO2 il famoso biogas non produce energia rinnovabile ma milioni di tonnellate di CO2 e altri composti venefici eppure sottrae ben più risorse del fotovoltaico alla collettività gli inceneritori non producono energia rinnovabile ma bensì CO2 arsenico piombo cadmio diossina anche loro ricevono incentivi e sottraggono risorse alla società i famosi petrolieri bruciando derivati della raffinazione del petrolio ottengono incentivi dallo stato eppure non mi risulta che la combustione di tali inquinanti quali catrami ecc non produca Co2 quante sono le risorse che vengono destinate anche a loro e dunque come la mettiamo solo fotovoltaico eolico e marino non producono inquinanti Co2 ma il decreto colpirà solo il fotovoltaico ve lo siete chiesti il perchè............................... tutti gli altri miliardi destinati al rinnovabile fasullo .........................Perchè secondo Voi?????

Rinaldo Sorgenti, venerdì 11 luglio 2014 alle20:49 ha scritto: rispondi »

Fantastico! Un'ottima ragione per fermarsi con l'installazione di tali apparati ed attendere solo 6 anni (2020) quando questi signori prevedono che, finalmente, saranno competitivi, anzi più economici. Infatti, che senso avrebbe continuare a sperperare immense risorse economiche, come avvenuto finora con i lautissimi incentivi (solo in Italia un'ipoteca nei 20 anni di oltre 240 miliardi di Eurom da caricare in Bolletta a quote di 12 Miliardi di Euro/anno!!!) che graveranno, salvo ulteriori proroghe fino al 2032, se semplicemente aspettando 6 anni, si risparmieranno tutti questi inutili costi che pesano sensibilmente sulle Bollette elettriche di tutti i consumatori, domestici ed attività produttive manifatturiere? Nel frattempo, facciamo impegnare gli "investimenti" (così vengono chiamati da taluni) di chi ha galleggiato su tali grasse rendite, per finanziare altre più opportune infrastrutture produttive che necessitano al Paese per rilanciare l'economia e l'occupazione, quindi il benessere collettivo. O no?

Demetrio, giovedì 10 luglio 2014 alle21:50 ha scritto: rispondi »

Molto bene, impianti fotovoltaico, impianti eolico, ma non si vede la differenza nel risparmio dell'utilizzatore.

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