Produrre celle solari maggiormente economiche e più sottili sarà presto possibile grazie alle ricerche condotte da un team di scienziati della Purdue University. L’équipe di ingegneri chimici coordinata dal professor Bryan Boudouris ha infatti scoperto come sfruttare le singolari caratteristiche dei conduttori plastici per aumentare l’efficienza dei pannelli fotovoltaici.

I ricercatori hanno esplorato le potenzialità di una nuova classe di materie plastiche capace di condurre l’elettricità. I materiali di ultima generazione, noti come polimeri radicali, potrebbero rivoluzionare l’industria del fotovoltaico, permettendo la produzione di celle solari estremamente flessibili e trasparenti. Dalla scoperta potrebbero inoltre nascere batterie più leggere e rivestimenti antistatici per gli apparecchi elettronici e gli aeromobili.

Il polimero specifico studiato dagli scienziati prende il nome di PTMA ed è in grado di condurre 10 volte più elettricità dei normali semiconduttori utilizzati oggi nell’elettronica. Per creare il polimero radicale, i ricercatori hanno utilizzato una procedura chiamata deprotezione, che comporta la sostituzione di un atomo di idrogeno del gruppo pendente con un atomo di ossigeno. La scoperta ha dell’eccezionale, come fa notare il professor Boudouris:

Produciamo miliardi di tonnellate di plastica ogni anno. Immaginate cosa accadrebbe se si potesse produrre su larga scala lo stesso tipo di materiale dotato anche di proprietà elettroniche.

Il polimero è di facile realizzazione e il suo processo produttivo è poco costoso. Simile al plexiglass, uno dei materiali più diffusi nel mondo, questa plastica trasparente ed economica ha il vantaggio di riuscire a condurre l’elettricità.

Tra i campi di applicazione del rivoluzionario materiale figurano, oltre alle celle solari: i rivestimenti antistatici e antiriflesso dei display del cellulare; i rivestimenti antistatici degli aeromobili, in grado di proteggere i velivoli dai fulmini; i dispositivi termoelettrici, capaci di generare elettricità grazie al calore.

I risultati della prima fase della sperimentazione sono stati pubblicati sulla rivista specializzata Macromolecole. Il gruppo di ricerca è ancora al lavoro, grazie ai fondi della National Science Foundation, per scoprire come aumentare ulteriormente la capacità conduttiva del PTMA.

13 ottobre 2014
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