Fotovoltaico: è troppo quello sul mercato. Prezzi bassi fino al 2013

Secondo l’ultimo rapporto di NPD Solarbuzz c’è troppo polysilicon sul mercato mondiale e i prezzi di questo materiale con cui si fanno celle e moduli fotovoltaici sono destinati a scendere. E di parecchio: -52% a fine 2012 rispetto all’anno scorso, e -13% nel 2013. Nonostante ciò, sempre secondo Solarbuzz, i produttori di polysilicon continuano e continueranno ad inflazionare il mercato, tanto che nel terzo trimestre 2012 la capacità stipata nei magazzini è passata dai 66 ai 79 giorni di copertura mentre le consegne sono scese del 7%.

Nella prima metà del 2012 la domanda è stata pari a circa 13 GW, mentre nella seconda dovrebbe raggiungere i 16 GW. Se confrontiamo i dati con il 2011, che ha fatto registrare una domanda pari a 10 GW a trimestre, capiamo al volo come vanno le cose: il mercato sembra impazzito e necessita di una forte razionalizzazione della filiera produttiva. L’attuale sovracapacità di polysilicon tocca le 385 mila tonnellate annue.

Nel 2013, secondo le stime di Solarbuzz, i maggiori produttori dovrebbero guadagnare quote di mercato a scapito dei più piccoli. Che nel 2012 hanno spesso sospeso la produzione per smaltire gli stock di magazzino, temendo che la merce ancora invenduta scendesse troppo di prezzo. Un mercato fotovoltaico più concentrato, quindi, ma forse più stabile e meno imbizzarrito.

Tuttavia, come spiega il vice presidente di NPD Solarbuzz Charles Annis, la stabilizzazione del mercato non sarà così semplice:

L’ultima cosa di cui ha bisogno l’industria del polysilicon in questo momento è un aumento della capacità produttiva. Ma alcuni dei nuovi stabilimenti aperti negli ultimi due-tre anni sono difficili da tenere fermi. In più, certi produttori stanno aggiungendo ulteriore capacità nel tentativo di abbassare i costi attraverso l’economia di scala. Altri stanno aumentando la produttività, altri ancora stanno aggiornando la tecnologia produttiva adottando la idroclorurazione per ridurre i consumi di energia e salire di scala.

Il risultato è che si prevedono molte chiusure di stabilimenti nei prossimi 18 mesi, a meno che non ci sia un inaspettato aumento della domanda: dei 57 produttori di secondo e terzo livello parecchi spariranno entro un anno e mezzo, di quelli di primo livello alcuni non vivranno più di due anni. I prezzi del polysilicon, di conseguenza, non si stabilizzeranno prima del 2013.

In tutto questo sali e scendi di numeri, percentuali e aziende destinate a chiudere i battenti si inseriscono le misure antidumping sul polysilicon annunciate recentemente dal Governo cinese, in risposta ai dazi americani sulle celle fotovoltaiche. Spiega Annis:

Se il Ministero del Commercio cinese deciderà effettivamente di imporre misure antidumping sulle importazioni di polysilicon i prezzi probabilmente saliranno. Ma, in ogni caso, ciò aiuterà solo un piccolo numero di produttori cinesi. E sfavorirà non solo i produttori stranieri di wafer, celle e moduli ma anche molti di quelli cinesi. Inoltre non aiuterà a risolvere la sovraproduzione di polysilicon e potrebbe restringere la crescita del mercato a causa dell’innalzamento dei prezzi.

| NPD Solarbuzz

2 ottobre 2012
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I vostri commenti
cosimo, mercoledì 3 ottobre 2012 alle16:05 ha scritto: rispondi »

se la Cina decide VERAMENTE di sviluppare l'energia rinnovabile in vece di un misero 20 GWW di obiettivo di installazione .. ci  metta un paio di zeri cioè 2000 GW di obiettivo. Per il mercato cinese con la fame di energia che si ritrova... incomincerebbe ad essere una cosuccia seria. Il fotovoltaico ha il vantaggio che lo puoi mettere sui tetti delle case e dei capannoni (cose molto diffuse in Cina) cioè vicino ai luoghi di consumo senza dover spendere altri soldi per rafforzare le reti di trasporto elettrico come si sta verificando con l'eolico. La scelta spetta ai cinesi.. vogliono continuare a morire appestati dai fumi del carbone e del petrolio e a prendere rischi politici sempre crescenti nei vari continenti per approvvigionarsi di fossili... oppure vogliono veramente dare una sterzata alla loro economia? (specialmente adesso che sta decelerando a causa della crisi mondiale?)

sergio, mercoledì 3 ottobre 2012 alle11:42 ha scritto: rispondi »

prezzi bassi??... allora li possono ancora abbassare, che tra crisi e già i costi elevati, non vedo proprio chi dovrebbe continuare a fare installazioni...  Dal momento che intendono rialzarli dopo il 2013, mi vien da ridere, gli conviene già da ora investire su capannoni di magazzino.

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