La visione di Elon Musk va ben oltre la commercializzazione di auto elettriche. Nel futuro di Tesla c’è l’energia, quella pulita e prodotta da fonti rinnovabili, in particolare dal sole. Non a caso il gruppo ha da poco acquisito SolarCity, azienda specializzata nella realizzazione di pannelli destinati agli edifici residenziali. L’ennesima dimostrazione giunge da un’iniziativa messa in campo presso l’isola di Kauai, la più antica delle Hawaii.

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Tesla ha scelto l’arcipelago del Pacifico per installare un totale pari a 54.978 pannelli solari in grado di generare 13 MW di energia e 272 Powerpack per una capacità di accumulo pari a 52 MWh. In questo modo, gli abitanti (poco più di 67.000 in totale) potranno sfruttare il sistema per alimentare case, apparecchiature e veicoli anche durante le ore notturne, quando per ovvi motivi il fotovoltaico risulta meno efficace.

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Fino ad oggi l’isola di Kauai si è vista costretta a sopperire alla mancanza di tubazioni per il trasporto del combustibile tradizionale importando diesel via mare con cui alimentare i generatori. Il risparmio previsto, in termini economici e ambientali, è quantificato in circa 1,6 milioni di galloni ogni anno.

Il progetto è stato messo in campo da Tesla in collaborazione con Kauai Island Utility Cooperative, azienda che si occupa della fornitura elettrica nell’area. Questa, anziché acquistare l’impianto realizzato, ha sottoscritto un contratto dalla durata pari a vent’anni per comprare e distribuire l’energia prodotta, con un prezzo fissato in 0,139 dollari/kWh.

Focalizzando l’attenzione sulla soluzione adottata per lo storage, dal punto di vista tecnico ogni unità Powerpack è costituita da 16 batterie Powerwall installate all’interno di un box waterproof, dunque capace di resistere agli agenti atmosferici anche se posizionato in ambienti esterni.

Ora Elon Musk punta all’Australia Meridionale: l’imprenditore afferma di poter risolvere i problemi legati alla distribuzione dell’elettricità in 100 giorni, promettendo di regalare l’intera infrastruttura da 100 MW se non in grado di raggiungere l’obiettivo nei tempi stabiliti.

10 marzo 2017
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