Fotovoltaico e rinnovabili: in UE manca flessibilità per EPIA

Una quindicina di giorni fa l’UE ha presentato l’accordo per il budget 2013-20 che prevede circa 5 miliardi di investimenti nel settore energetico, rinnovabile e non, e nelle reti di trasporto dell’elettricità.

EPIA, l’Euroean Photovoltaic Industry Association, torna sull’argomento con richieste chiare e precise ai Ministeri dell’Energia dei paesi membri affinché lavorino a nuove regole per il mercato europeo dell’energia che favoriscano maggiormente le rinnovabili.

La parola d’ordine, per EPIA, è flessibilità. L’UE dovrebbe tener conto della rapida crescita del fotovoltaico, dell’eolico e delle altre rinnovabili e aiutare queste fonti di energia elettrica a essere compatibili sul mercato. Spiega il direttore dell’EPIA Frauke Thies:

Il mercato interno dell’energia dovrebbe essere preparato a raggiungere gli obbiettivi UE sulla competitività, la riduzione delle emissioni e la sicurezza degli approvvigionamenti energetici. Il bilancio tra domanda e offerta di elettricità nel sistema dovrebbe essere considerato in un contesto ampio, tenendo in considerazione il contributo del fotovoltaico e delle altre rinnovabili, unito a maggiori sforzi verso una rete elettrica più intelligente, una gestione attiva della domanda e le tecnologie di storage.

In pratica EPIA invita gli Stati membri a coordinare le loro politiche energetiche per favorire, su scala europea, la flessibilità della rete elettrica. Non solo in Italia, dove l’AEEG e Terna stimano di poter far scendere il prezzo dell’elettricità con 25 grandi interventi sulla rete elettrica, ma anche in molti altri paesi europei esiste un problema di integrazione delle rinnovabili nel sistema elettrico.

Eolico e fotovoltaico non si accendono e spengono a comando. Le metodologie, e le tecnologie (soprattutto lato software), per prevedere quanta energia elettrica produrranno ogni giorno gli impianti da fonti rinnovabili sono senza dubbio molto migliorate negli ultimi anni ma le reti europee restano ancora sostanzialmente “stupide” e “vecchio stampo”.

Oggi, e almeno fino al 2020 secondo EPIA, non c’è un problema di quantità di energia prodotta in Europa: la potenza installata è sufficiente e lo sarà ancora a lungo anche senza aggiungere nuove centrali elettriche da fonti fossili o rinnovabili. Ma, spiega l’associazione, bisogna aggiornare le regole del mercato e le infrastrutture tecniche per permettere alle rinnovabili di produrre alla massima potenza e vendere tutta l’elettricità che producono:

Attualmente l’Europa non ha una mancanza di centrali elettriche, ma di flessibilità del sistema elettrico. Invece di concentrarsi sulla capacità di generazione, i ministri europei dovrebbero sbloccare la flessibilità per rendere più disponibile la capacità di generazione e far crescere l’apporto delle rinnovabili alla rete elettrica.

22 febbraio 2013
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Giacbrog, venerdì 22 febbraio 2013 alle23:10 ha scritto: rispondi »

Giustissimo

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