L’Italia cede il primato mondiale di contributo al fabbisogno energetico per quanto riguarda il fotovoltaico. Secondo l’ultimo rapporto IEA il Bel Paese vede l’apporto del solare pesare nel 2016 per il 7,3% del totale, piazzandosi dietro l’Honduras (12,5%) e la Grecia (7,4%). Segue la Germania con il 7%.

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La perdita del primato relativo alla quota di energia proveniente dal fotovoltaico (detenuto dal 2014) assume tuttavia una certa rilevanza non in quanto dato a sé, ma se valutata nell’ottica di un rallentamento dell’industria fotovoltaica italiana rispetto alla forte crescita dei mercati emergenti. In termini assoluti questi Paesi interessano una popolazione rispettivamente di 8 milioni e di circa 11 mln, ben lontana da quella italiana.

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A rallentare la propria corsa, oltre all’Italia, anche la Germania, a segnare ulteriormente il declino dei leader europei storici in favore delle economie emergenti. Come il sempre più forte colosso cinese, a cui si deve il 50% della nuova potenza installata nel 2016 e che rappresenta attualmente il 67% del mercato fotovoltaico mondiale.

Secondo i dati IEA il mercato fotovoltaico mondiale è cresciuto nel 2016 del 50%, grazie soprattutto alla spinta della Cina, seppure mercati storici come quello UE (6 GW di nuova potenza rispetto agli 8 del 2015) e il Giappone (-60%) sia definiti come in calo.

A crescere è invece l’India, che raddoppia le installazioni 2015 aggiungendo nel 2016 4 GW di potenza installata. In forte crescita sono segnalati inoltre. tra gli altri, anche Filippine (756 MW), Cile (746 MW), Thailandia (726 MW), Turchia (583 MW), Sud Africa (509 MW) e Messico (100 MW).

4 maggio 2017
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