Il ministro cinese del Commercio, Gao Hucheng, avrebbe già il colpo in canna: qualora l’Unione Europea dovesse decidere di imporre dazi contro il fotovoltaico “made in China” la Repubblica Popolare risponderebbe immediatamente con i dazi sul polysilicon fotovoltaico importato da USA, UE e Corea del Sud.

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Lo riporta il quotidiano cinese China People’s Daily che, senza citare direttamente il ministro, rende pubblico il parere di molti esponenti del Ministero e della Commissione per le Riforme secondo cui Gao Hucheng avrebbe già nel cassetto i risultati delle indagini antidumping sul polysilicon importato in Cina dall’estero.

Ma, spiega il giornale cinese, il ministro del Commercio starebbe aspettando l’esito dell’indagine europea e gli eventuali dazi al fotovoltaico cinese per decidere se e come rispondere. Ricordiamo che la Cina, l’anno scorso, ha iniziato tre indagini distinte sul silicio necessario a produrre i pannelli fotovoltaici. Una riguardante il silicio importato dagli Stati Uniti, una riguardante quello europeo e l’ultima relativa al silicio sud coreano.

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Strategia fine e raffinata, che permetterà a Gao Hucheng di rispondere in maniera differenziata in base alle esigenze di mercato. Potrebbe essere utile, ad esempio, negoziare con l’Europa dazi reciproci minimi: in questo modo la Cina non perderebbe il mercato sul quale confluisce il 70% circa delle sue esportazioni di celle e moduli fotovoltaici. Molto meno clemente potrebbe essere il ministro cinese nei confronti degli americani, che hanno già imposto tariffe punitive sul fotovoltaico orientale che sfiorano il 250%.

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Non a caso Gao Hucheng sta aspettando: sa bene che i tedeschi si sono espressi contro l’imposizione dei dazi europei e sa bene quanto conti la Germania in Europa. Quel che è certo è che la Cina sta adottando la vecchia strategia del bastone e della carota con gli europei.

Da un lato minaccia la chiusura del suo mercato al polysilicon UE, cioè in gran parte tedesco. Dall’altro, già dall’inizio dell’anno, ha abbassato le tariffe doganali su centinaia di prodotti europei. Tuttavia, per convincere tutta l’Europa e non solo la Germania, a maggio ha chiaramente affermato che le ripercussioni di un’eventuale guerra commerciale sul fotovoltaico si allargherebbero a tutte le importazioni dall’UE e non solo al polysilicon e al fotovoltaico.

20 maggio 2013
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