L’Europa non sembra avere intenzione di diminuire i propri investimenti sul campo del fotovoltaico. Prova ne è la recente apertura di nuovi laboratori presso l’ESTI (European Solar Test Installation), la cui sede si trova in Italia, in provincia di Varese.

L’obiettivo è quello di testare ufficialmente i nuovi pannelli solari che saranno lanciati dalle varie aziende sul mercato europeo. Migliorare l’efficienza della tecnologia fotovoltaica, si parla di un obiettivo di rendimento che vada oltre il 60%, e aumentare il controllo da parte delle istituzioni sulla qualità dei prodotti è vitale: solo in questo modo possono essere garantiti ancora, in alcuni Paesi, delle forme incentivali.

>>Scopri Uolly, il fotovoltaico italiano trasportabile

Il nostro Paese si riscopre, quindi, come sede di alcuni dei laboratori più all’avanguardia nel settore del solare. L’ESTI, in particolare, lavora dagli anni ’80 e il suo operato è evidentemente apprezzato a livello europeo.

Inoltre, questa notizia segnala, come detto, il fatto che che la Commissione Europea creda fortemente in un possibile sviluppo tecnologico del fotovoltaico. Molte invenzioni vengono proposte ogni giorno sul campo del film sottile, del solare a concentrazione, del solare a tre dimensioni, ecc. Probabilmente non tutte queste strade si riveleranno vincenti, ma non è difficile immaginare che da qui a cinque anni il classico fotovoltaico a silicio possa diventare del tutto obsoleto, aprendo a possibilità di efficienza energetica (o almeno economica) attualmente impensabili.

E l’ESTI svolgerà, ne siamo sicuri, un ruolo di primo piano in questa storia.

25 luglio 2013
In questa pagina si parla di:
Fonte:
I vostri commenti
gigieffe, sabato 27 luglio 2013 alle11:14 ha scritto: rispondi »

Tipica idiozia italica. Il problema principale del FV non è il rendimento ma l'intermittenza e l'aleatorietà.

Lascia un commento