I dazi sui pannelli solari cinesi sono arrivati. Se ne è parlato a lungo in questi mesi come ipotesi, ma ora sono realtà dopo l’ufficializzazione data dalla Commissione Europea. In un lungo comunicato sono stati offerti tutti i dettagli dei balzelli che verranno applicati sulle importazioni dalla Cina di pannelli solari, celle e wafer:

Oggi la Commissione Europea ha deciso di imporre dazi anti-dumping provvisori sulle importazioni di pannelli solari, celle e wafer dalla Cina.

Questa decisione è conseguente a un’approfondita e seria investigazione e a contatti prolungati con gli operatori del mercato. Data la grandezza del mercato per le importazioni di pannelli solari nella UE, è importante che con questi dazi non venga prodotto un danno al mercato stesso. Pertanto, verrà seguito un approccio graduale con dazi all’11,8% fino al 6 agosto 2013. Da agosto i dazi saranno fissati al 47,6%, che è il livello necessario per eliminare il danno causato dal dumping cinese per l’industria europea.

Non si tratterà comunque di dazi destinati a durare troppo a lungo, il periodo massimo di applicazione sarà di 6 mesi e le intenzioni dell’Europa sono “concilianti” verso l’industria del fotovoltaico cinese:

La Commissione europea ribadisce la sua volontà di intavolare una discussione con gli esportatori cinesi e con la Camera di Commercio Cinese per trovare una soluzione in linea con l’articolo 8 del Regolamento Anti-Dumping cosicché i dazi temporanei possano essere sospesi e possa essere raggiunta una soluzione negoziale.

La Commissione europea ribadisce la sua volontà di avere il Comitato misto UE-Cina nelle prossime settimane in una data di comune accordo per discutere in modo costruttivo tutti gli argomenti dei nostri rapporti commerciali, in linea con i nostri impegni comuni WTO e nello spirito della nostra partnership strategica.

Come detto si tratta di dazi provvisori, che tuttavia potranno diventare definitivi a partire dal 2014. L’Europa dovrà decidere se i dazi sul fotovoltaico cinese diverranno definitivi non oltre il 5 dicembre 2013. In caso di conferma definitiva, i dazi verranno imposti per una durata di 5 anni.

In sintesi che cosa accadrà da oggi e fino a dicembre 2013:

  1. Da domani, 6 giugno 2013, e fino ad agosto 2013 verranno imposti dazi dell’11,8% sul fotovoltaico cinese;
  2. da settembre e fino a dicembre 2013 i dazi provvisori passeranno al 47.6%;
  3. la Commissione europea continuerà le sue investigazioni e tenterà una mediazione con la Cina. Entro il 5 dicembre 2013 verrà presa una decisione su dazi definitivi della durata di 5 anni.

La decisione della Commissione europea ha un preciso obiettivo, dichiarato con chiarezza nel comunicato diffuso: mettere al sicuro l’industria fotovoltaica europea, preservando i 25.000 posti di lavoro esistenti e mettendo le basi per la creazione di nuovi posti di lavoro nel Vecchio Continente.

Tra le prime reazioni si registra il plauso di Eu ProSun, che per bocca del suo presidente Milan Nitzschke ha dichiarato:

Oggi è il primo passo più importante dopo tre anni di dumping cinese che ha causato la perdita di lavoro a migliaia di europei e la chiusura di 60 aziende europee delle quali 30 solo in Germania. Il risultato finale dell’indagine sarà l’adozione di misure efficaci sulle tariffe o una soluzione negoziata con la Cina. È fondamentale che la Cina blocchi il dumping. Non appena verrà interrotto il dumping illegale, il settore solare europeo potrà tornare a essere pienamente competitivo.

Nitzschke ha poi concluso attaccando le lobby di produttori cinesi che hanno più volte messo in guardia sul rallentamento del mercato o il danneggiamento di installatori e fornitori europei a causa dei dazi:

Gli argomenti delle lobby sostenute dai cinesi sono assurdi e un insulto alle reali capacità tecnologiche europee. Dire che uno spostamento verso l’energia solare è possibile solo con beni soggetti a dumping equivale a dire che le prestazioni sportive sono possibili solo con il doping. Dumping significa frode e distrugge concorrenza e mercati. Con una quota di mercato di oltre l’80%, la Cina è oggi sempre più vicina a un monopolio.

5 giugno 2013
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