Dazi sui pannelli solari cinesi a partire dal 6 giugno prossimo in Europa. È quanto vorrebbe proporre Karel De Gucht, commissario europeo per il commercio che, secondo indiscrezioni provenienti dell’agenzia Reuters, pensa a un prelievo del 30% o più sui pannelli solari cinesi importati in Europa. Una “mazzata” che, se venisse approvata, è destinata a scuotere profondamente il mercato del fotovoltaico cinese.

Le nuove misure dovrebbero essere proposte nel corso di una riunione, in programma mercoledì prossimo a Bruxelles, tra esperti del settore provenienti da tutti i paesi dell’Unione europea. Prima di ufficializzare i dazi, stando a quanto rivelato da una fonte vicina al commissario Ue, la commissione sembra comunque intenzionata a compiere un estremo tentativo di negoziato con Pechino, al fine di trovare una soluzione condivisa.

In caso contrario, entro il 6 giugno prossimo dovrebbero entrare in vigore i prelievi del 30%, per un periodo non superiore ai 5 anni. L’anno scorso erano stati gli Stati Uniti a imporre dei dazi sui pannelli fotovoltaici made in Cina, giustificando il loro intervento protezionistico con l’eccesso di offerta da parte dei produttori cinesi. In effetti, il colosso asiatico è passato dalla capacità produttiva praticamente nulla di dieci anni fa, all’esportazione di oltre 21 miliardi di euro in pannelli solari nell’Unione europea nel 2011.

Dietro la decisione della Commissione Ue di introdurre dei dazi sul fotovoltaico cinese ci sarebbe soprattutto la spinta della Germania, che è il maggiore produttore ed esportatore europeo di pannelli solari. Lo scorso anno, il cancelliere Angela Merkel ha fatto numerosi viaggi in Cina, nel tentativo di trovare una soluzione “pacifica” alla questione della presunta concorrenza sleale da parte dei produttori cinesi.

In realtà, non tutti gli operatori del Vecchio continente sono convinti dell’efficacia di eventuali misure protezionistiche. Nel mese di aprile, installatori di sei Stati membri dell’Ue hanno inviato una lettera aperta a De Gucht esortandolo a non imporre dazi, sottolineando che la prospettiva di prelievi sui pannelli solari cinesi aveva già portato alla cancellazione di molti ordini d’acquisto. Una posizione non condivisa da molti produttori, le cui proteste hanno indotto le istituzioni comunitarie ad avviare un’indagine su 30 presunti casi di dumping e di sovvenzioni irregolari, 19 dei quali coinvolgono la Cina.

6 maggio 2013
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