Tra le fonti di energia pulita il fotovoltaico è certamente una delle più convenienti. A essere particolarmente vantaggioso è il mini-fotovoltaico che offre a migliaia di cittadini la possibilità di autoprodurre energia sul tetto a km zero e a costi ridotti, senza il consumo di suolo dei grandi parchi solari.

Delle prospettive di sviluppo del mini-fotovoltaico in Italia ha parlato nei giorni scorsi Carlo Capè, amministratore delegato dalla Business Integration Partners, nell’ambito del dibattito “Rinnovare l’energia per l’Italia”, promosso all’Expo Gate di Milano.

La società di management ha presentato i risultati di uno studio sulla generazione distribuita, diffuso nel corso dell’ottava edizione del Festival dell’Energia. L’analisi rivela che la generazione distribuita, attualmente a quota 15% del mix energetico italiano, entro 5 anni raggiungerà la soglia del 20%, proprio grazie al boom di piccoli impianti solari.

La diffusione del mini-fotovoltaico proseguirà inarrestabile a dispetto della rimodulazione delle tariffe incentivanti. Secondo le cifre diffuse dagli analisti nel 2011 la percentuale di impianti fotovoltaici con una potenza inferiore ai 20kW si attestava sull’11%. Nel 2014 la percentuale di piccoli impianti solari è schizzata al 59%. Come fa notare Capè:

Siamo di fronte a una crescita esponenziale della generazione distribuita, soprattutto per quanto riguarda le rinnovabili, a prescindere dagli incentivi. È un’opportunità per il nostro sistema economico.

Capè invita le aziende italiane a investire maggiormente nel potenziamento delle reti, al fine di superare le barriere tecnologiche che ancora impediscono di sfruttare tutte le potenzialità del fotovoltaico:

A goderne saranno gli attuali player del settore, ma verranno favorite al tempo stesso nuove iniziative imprenditoriali, con conseguenze positive sull’intero sistema economico.

Sostenere lo sviluppo del fotovoltaico permetterà di tagliare il prezzo all’ingrosso dell’energia, di ridurre le emissioni di gas serra e diminuire la dipendenza dell’Italia dalle importazioni di combustibili fossili dall’estero.

1 giugno 2015
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