Complici i costi sempre più bassi il fotovoltaico negli Stati Uniti sta conoscendo una crescita record negli ultimi anni. In particolare in California, stato da cui è partita la rivoluzione verde americana.

Nelle città californiane il solare è ormai una delle fonti di energia più diffuse. Le ricadute occupazionali del settore fotovoltaico sono state enormi. Negli ultimi anni in California il comparto solare ha creato ben 15 mila nuovi posti di lavoro. Il fotovoltaico cresce però a ritmi vertiginosi anche nello stato di New York.

Secondo gli ultimi dati disponibili, dal 2010 al 2013 il fotovoltaico a New York è cresciuto di ben il 63% all’anno. A rivelarlo è stato un recente report dal titolo “Star Power: The Growing Role of Solar Energy in New York” (trad. L’energia di una stella: il crescente ruolo dell’energia solare a New York). Percentuali di crescita così alte solitamente si registrano una tantum, mai per diversi anni di seguito.

Non è raro trovare tassi di incremento elevati in singole annate, a causa di incentivi particolarmente favorevoli o di un boom temporaneo dettato da un brusco abbassamento dei prezzi di mercato.

Secondo le previsioni più rosee degli analisti del settore lo Stato di New York, che certo non è uno dei meno energivori, potrebbe essere alimentato al 100% dall’elettricità prodotta dal solare. Potenzialmente, l’energia generata dai pannelli fotovoltaici installati nello stato potrebbe coprire 11 volte il fabbisogno energetico totale.

Se il fotovoltaico dovesse continuare a crescere a un tasso del 63% l’anno, New York taglierebbe un traguardo molto importante per uno Stato americano: generare circa il 20% dell’elettricità totale grazie al solare entro il 2025. I vantaggi sarebbero evidenti sia sotto il profilo economico che dell’impatto ambientale.

Una transizione energetica simile ridurrebbe la richiesta di energia elettrica dalle centrali a carbone, energivore e altamente inquinanti. Una misura che a livello di riduzione delle emissioni di CO2 avrebbe un effetto equiparabile a quello di 3 milioni di auto a benzina in meno sulle strade.

7 gennaio 2015
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