Da patria dell’oro nero a nuovo mercato per il solare fotovoltaico: Medio Oriente e Africa stanno per entrare nell’era delle rinnovabili, seppur con numeri ancora molto lontani da quelli europei e cinesi. Secondo l’ultimo report di NPD Solarbuzz, infatti, in questa regione del mondo nel corso del 2013 si dovrebbero installare circa 1 GW di pannelli fotovoltaici. Un buon risultato, visto che si parte quasi da zero.

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Ancora meglio se si guarda al futuro prossimo: quasi 4 GW entro il 2017. Guardando il grafico, poi, si capisce al volo il trend che dovrebbero avere le installazioni secondo Solarbuzz: all’inizio, nel 2013, i mercati principali saranno Israele, Sud Africa e Arabia Saudita mentre nel 2017 questi tre paesi conteranno per circa il 50% delle installazioni nell’area, lasciando l’altra metà al resto dell’Africa e del Medio Oriente.

La cosa non stupisce affatto: Israele, Sud Africa e Arabia Saudita sono i paesi più ricchi dell’area MEA (Middle East and Africa) e possono già permettersi investimenti nel solare fotovoltaico. Man mano che i prezzi dei pannelli scenderanno ulteriormente anche gli altri paesi potranno accedere all’energia solare.

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Questo comporta, tra le altre cose, anche una grossa sfida per i produttori. Innanzitutto dal punto di vista commerciale: bisogna mettere in piedi, spesso da zero, reti di vendita in queste zone del mondo. Poi anche dal punto di vista tecnologico, perché se è vero che il fotovoltaico ama la luce del sole, lo stesso non si può dire per il calore. Come tutte le apparecchiature elettroniche, infatti, anche il pannello fotovoltaico perde in efficienza all’aumento della temperatura.

È possibile, quindi, che di qui a qualche anno arrivino sul mercato prodotti fotovoltaici specifici per queste aree. Sarebbe una rivoluzione nella rivoluzione: se il problema del fotovoltaico è che il sole non brilla tutto il giorno e tutto l’anno, pensate a quanto può produrre un buon pannello specifico all’equatore dove ci sono 12 ore di luce al giorno, tutto l’anno. Dodici ore, tra l’altro, perfettamente prevedibili.

21 marzo 2013
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