Gli operatori fotovoltaici europei hanno rivolto un appello alla Commissione Europea affinché elimini i dazi sull’importazione di prodotti cinesi. La richiesta è contenuta in una lettera aperta alle autorità comunitarie firmata da 21 associazioni di produttori fotovoltaici di 19 stati membri.

Le associazioni chiedono alla Commissione Europea di eliminare il prezzo minimo di importazione e le misure anti-dumping sui pannelli fotovoltaici, sugli inverter e sulle celle solari importate dalla Cina.

I dazi sui prodotti cinesi sono in vigore in Europa dalla fine del 2013, ma non hanno sortito l’effetto sperato: dare slancio al mercato interno impedendo la concorrenza sleale cinese. I produttori fanno notare che dall’entrata in vigore delle misure anti-dumping la nuova potenza fotovoltaica installata in Europa ha subito un drastico calo. Nel 2014 in Europa sono stati installati appena 7 GW.

James Watson, CEO di SolarPower Europe, tra le associazioni firmatarie dell’appello, ha sottolineato che il messaggio della lettera è forte e chiaro: l’intero settore solare europeo vuole la fine dei dazi sull’importazione dei prodotti cinesi. Gli operatori auspicano che le misure anti-dumping vengano eliminate come previsto dall’UE entro la fine del 2015. L’appello è stato firmato dalle associazioni solari dei Paesi leader del fotovoltaico in Europa, tra cui l’Italia e la Germania. Come fa notare Watson:

I firmatari della lettera rappresentano oltre l’80% del settore solare europeo. Dobbiamo superare l’era dei dazi e assicurare la promozione di prodotti solari di alta qualità nell’Unione Europea.

Nella lettera, indirizzata al commissario UE al Commercio Cecilia Malmström, i produttori elencano i vantaggi dell’eliminazione dei dazi sui prodotti cinesi. Secondo le associazioni l’intera filiera solare trarrebbe beneficio dall’abrogazione delle misure anti-dumping.

I produttori avrebbero a disposizione pannelli solari e componenti fotovoltaiche che rispondono ai più alti standard qualitativi e le installazioni tornerebbero a crescere, generando nuovi posti di lavoro. I consumatori potrebbero acquistare prodotti di qualità a prezzi di mercato e si attirerebbero nuovi investimenti nel settore.

Le associazioni degli operatori europei si sono dette disponibili a incontrare le autorità comunitarie per discutere delle misure anti-dumping e avviare insieme una nuova fase per il fotovoltaico UE.

23 settembre 2015
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