Porre fine alla querelle tra Cina e Unione Europea a proposito dell’importazione dei pannelli solari. A chiederlo è la cancelliera tedesca Angela Merkel, suggerendo la linea del dialogo invece del ricorso a cosiddette misure antidumping, ovvero interventi volti a contrastare l’ingresso sul mercato europeo di prodotti cinesi venduti a costo inferiore.

Quella della presunta concorrenza sleale dei pannelli made in China e delle conseguenti contromisure dell’Ue è una questione che va avanti da un po’ di tempo, dopo la denuncia per dumping da parte di un’azienda tedesca del fotovoltaico, seguita a ruota da altre imprese Ue. A seguito dell’iniziativa legale, la Commissione deve decidere se adottare o meno dazi doganali e altre norme normative a tutela degli imprenditori comunitari. Una prospettiva che, evidentemente, non convince la Merkel. A margine di un colloquio con il premier cinese Wen, la cancelliera tedesca ha infatti dichiarato:

Suggerisco a Commissione europea e Cina di cercare di risolvere il problema attraverso il colloquio piuttosto che ricorrendo a procedure di antidumping. C’è ancora tempo, quindi il modo migliore è consultarsi.

Una strategia che sembra incontrare anche il favore dello stesso Wen, convinto che le affermazioni della Merkel costituiscano “un risultato importante, che sarà di esempio per tutti”. Nel 2011, le esportazioni dalla Cina di componenti di pannelli solari hanno raggiunto un giro d’affari di 35,8 miliardi di dollari, dei quali il 60% diretto verso il mercato europeo.

30 agosto 2012
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