Il Canada Border Services Agency (CBSA) ha avviato una indagine preliminare per presunta concorrenza sleale nei confronti del silicio metallico proveniente dalla Cina. L’inchiesta ha preso il via a seguito di una denuncia della Québec Silicon Limited Partnership di Bécancour.

L’accusa è di presunto dumping e sovvenzioni da parte del governo cinese nei confronti di partite di silicio metallico contenente almeno il 96%, ma meno del 99,99% di silicio in peso pregiudizievole, e silicio metallico contenente tra l’89% e il 96% in peso di silicio esportati dalla Repubblica popolare cinese.

>>Leggi le minacce cinesi per i dazi al fotovoltaico nei territori UE

Una prima decisione sarà presa dal Tribunale il prossimo 21 giugno. Se il giudice dovesse stabilire che effettivamente le importazioni dalla Cina hanno danneggiato l’industria canadese, allora il CBSA continuerà la propria azione d’indagine e, se le accuse dovessero essere confermate, il 22 luglio entreranno in vigore nuove misure antidumping o dazi compensativi.

>>Leggi le posizioni degli installatori europei riguardo i dazi al fotovoltaico cinese

Sarà poi il Canadian International Trade Tribunal (CITT) a stabilire se gli eventuali dazi dovranno essere retroattivi oppure no, mentre al CBSA spetta ogni decisione riguardo l’entità delle misure compensative. Ha commentato Jeff Bradley, amministratore delegato di Globe Specialty Metals:

Per anni, gli esportatori cinesi hanno preso di mira il Canada e venduto silicio metallico a prezzi fuori mercato. Non vediamo l’ora di competere per le vendite in Canada a condizioni paritarie e di che il mercato locale del silicio in Quebec si stabilizzi. Forse con azioni come questa, i Paesi e gli esportatori che agiscono in maniera incompatibile con le regole otterranno il messaggio che il libero commercio deve essere equo.

26 aprile 2013
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento