Costruttivo. Così è stato definito dalla parte cinese l’incontro informale tra il commissario europeo per il Commercio, l’avvocato belga Karel De Gucht, e il viceministro del Commercio di Pechino, Zhong Shan, che si è tenuto nei giorni a scorsi a Bruxelles.

Oggetto del faccia a faccia, i dazi anti-dumping che l’Ue sta pensando di introdurre sui pannelli solari di fabbricazione cinese, nonché la minaccia di aprire un’altra inchiesta sui prodotti per le telecomunicazioni di Huawei e ZTE. Una mossa che, secondo Zhong, porterebbe a una risposta definitiva da parte della Cina.

Si legge infatti in un comunicato diffuso dal portavoce della missione cinese presso l’UE:

Queste pratiche di protezionismo commerciale non sono accettabili per la Cina, inasprirebbero seriamente il clima del commercio bilaterale.

Minacce che hanno portato ben 15 Stati membri, tra cui Germania, Gran Bretagna e Paesi Bassi, a opporsi alle sanzioni. La Germania, in realtà, aveva inizialmente sostenuto i piani di De Gucht per i dazi, dal momento che era stata la società tedesca Solar World a denunciare per prima la concorrenza sleale dei cinesi. Ma piuttosto che misure punitive, ora Angela Merkel sembrerebbe preferire una soluzione negoziale, temendo il potenziale impatto sugli esportatori tedeschi delle eventuali misure di ritorsione di Pechino.

Secondo l’agenzia internazionale Reuters, comunque, sarebbero solo 6 i Paesi Ue favorevoli ai dazi, mentre altri 6 non si sarebbero pronunciati sulla questione. Francia e Italia sono in testa al gruppo che appoggia le sanzioni proposte da De Gucht, sostenendo che la rapida crescita delle esportazioni cinesi di pannelli non sarebbe stata possibile senza il sostegno illegale di Pechino.

Ha detto il ministro dell’Industria francese Arnaud Montebourg:

Vogliamo vedere un rapporto equilibrato tra la Cina e l’Unione europea. I paesi che utilizzano il protezionismo, e la Cina è uno di loro, devono accettare le regole di reciprocità.

La spaccatura sottolinea la profondità della divisione che esiste in Europa su come trattare con la Cina, che rappresenta il secondo partner commerciale dell’Unione e un mercato fondamentale per molti esportatori Ue. Intanto, sembra sempre più verosimile che, nonostante le forti opposizioni interne, il 6 giugno prossimo partano i primi dazi provvisori sul fotovoltaico cinese.

28 maggio 2013
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