Il fotovoltaico made in China si mostra sempre più fragile: a pochi giorni di distanza dall’annuncio del fallimento tecnico di Suntech, anche LDK Solar è sull’orlo del default. E il motivo è sempre lo stesso: non riesce a ripagare un bond multimilionario.

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Entro il 15 aprile il produttore di fotovoltaico cinese avrebbe dovuto ripagare 23,7 milioni di dollari di obbligazioni ai sottoscrittori. Ma quei soldi LDK non ce li ha. Non tutti, almeno: l’azienda è riuscita a chiudere un accordo con due dei detentori dei bond per un totale di 16 milioni e mezzo.

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Si tratta di meno del 70% del totale del prestito, cosa che rende “tecnicamente insolvente” la società. A venirgli in aiuto, come al solito, le autorità cinesi: LDK ha infatti ceduto la totalità della controllata LDK Solar High-Tech (Hefei) Co. Ltd. alla città di Hafei, dove si trovano gli impianti produttivi di fotovoltaico.

La transazione è avvenuta ad un prezzo di 120 milioni di yuan, circa 19,4 milioni di dollari. Quanto basta per ripagare gli altri detentori dei bond, ma in questa operazione LDK ci perde tra gli 80 e i 90 milioni di dollari e il suo indebitamento netto resta sui 3,1 miliardi di dollari.

E non è finita: a giugno, sempre se ci arriva, LDK dovrà ripagare altri bond per 240 milioni di dollari. Appare quindi sempre più probabile la nazionalizzazione.

E sembra sempre più credibile l’allarme lanciato a fine marzo dalla China Banking Regulatory Commission: prestare soldi alle aziende cinesi del fotovoltaico è sempre più rischioso.

22 aprile 2013
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