Peter Altmaier, ministro tedesco dell’Ambiente in quota CDU, entra nel partito europeo dei dazi al fotovoltaico sotto costo cinese. L’intenzione di Altmaier è quella di procedere in due tempi: prima convincere la cancelliera Angela Merkel a parlare di fotovoltaico con i cinesi durante la sua prossima visita ufficiale a Pechino, prevista per fine agosto, poi intervenire con i dazi se non si ottiene una risposta.

Per il ministro federale tedesco, infatti, tutelare l’industria fotovoltaica attualmente in profonda crisi è un interesse nazionale: il settore solare tedesco deve essere in grado di competere sui mercati internazionali. A questa convinzione Altmaier è arrivato dopo numerosi solleciti da parte di molti big teutonici del solare, come SolarWorld.

Tuttavia, non mancano le aziende tedesche che preferiscono non dare inizio ad una guerra commerciale con la Cina (come quella che sta iniziando con gli Stati Uniti, ad esempio). Tra gli amici della Cina c’è Wacker Chemie, colosso mondiale della chimica che produce (e vende ai cinesi) polysilicon. Cioè il materiale necessario a costruire le celle fotovoltaiche.

E fa bene Wacker Chemie a non volere la guerra con la Cina, visto che il gigante asiatico ha appena annunciato di voler far luce sugli aiuti statali americani e sud coreani proprio all’industria del polysilicon. La questione, quindi, si intreccia sempre di più con i cinesi accusati di incentivare la produzione di celle fotovoltaiche sotto costo a loro volta prodotte da polysilicon incentivato in altri Stati.

25 luglio 2012
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