Fotovoltaico cinese: 90% delle fabbriche di silicio ferme

Fotovoltaico, la Cina si ferma. Letteralmente: circa il 90% dei produttori cinesi di silicio di grado fotovoltaico, quello che serve per produrre celle e moduli, hanno sospeso la produzione per riequilibrare il mercato e far salire i prezzi, crollati negli ultimi mesi a causa di una fortissima sovrapproduzione.

La notizia è ufficiale, proviene dal segretario generale della China Ptohovoltaic Alliance (CPIA) Wang Bohua che ai giornali cinesi ha dichiarato:

Circa il 90 percento dei produttori di polysilicon hanno sospeso la produzione. Solo pochi sono ancora al lavoro, ad esempio Jiangsu Zhongneng, Daqo e Asia Silicon, ma a metà della loro capacità produttiva.

Non potrebbe essere diversamente: i prezzi del silicio cinese sono scesi dai 230 yuan al chilogrammo di gennaio agli attuali 110 yuan. In euro, da 28 a 13 in dodici mesi. E non è nemmeno strano che rappresentanti ufficiali della lobby cinese del fotovoltaico se ne lamentino a mezzo stampa.

La Cina, in questo momento, è impegnata in una lotta all’ultimo dazio con gli Stati Uniti per i sussidi al fotovoltaico. Gli americani rimproverano ai cinesi gli aiuti statali alle fabbriche che producono celle e moduli mentre i cinesi rimproverano ai primi la defiscalizzazione degli utili delle aziende chimiche che producono polysilicon. E di silicio, la Cina, ne produce e ne importa anche e parecchio: da gennaio a ottobre ne sono entrate nel paese ben 70 mila tonnellate.

Con un mercato internazionale che stenta, sia quello del silicio che quello dei pannelli fotovoltaici, la mossa cinese va interpretata. Innanzitutto perché con il 90% delle fabbriche che fermano le macchine contemporaneamente è evidente che la mossa sia stata comandata da Pechino. Poi perché potrebbe trattarsi di un primo passo verso la chiusura delle frontiere nei confronti del polysilicon d’importazione.

La Cina, accusata di dumping da USA e, in parte, UE sta reindirizzando la sua industria fotovoltaica verso il mercato interno e potrebbe anche decidere di favorire una filiera interamente cinese. Dal silicio al pannello tutto made in China, bypassando i “Paesi ostili” e facendo affari solo con le economie emergenti. Dove la rivoluzione fotovoltaica non è ancora iniziata, il mercato è totalmente vergine e il prezzo di vendita è un fattore determinante.

13 dicembre 2012
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