Il bastone e la carota: un vecchio metodo che di solito funziona bene nelle relazioni economiche internazionali. La Cina lo sa e si comporta di conseguenza scegliendo di abbassare le tariffe doganali per molti prodotti esteri, la maggior parte dei quali ad alta tecnologia. Tra di essi anche le celle fotovoltaiche.

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Dopo la neanche tanto velata minaccia di ripercussioni sull’intero commercio UE-Cina, avanzata dal vice ministro del Commercio estero cinese Chong Quan a fine marzo arriva ora un segno di distensione. Il Ministero delle Finanze della Repubblica Popolare ha infatti abbassato, a partire dal primo aprile, i dazi in ingresso e l’IVA su materie prime e componenti necessari alla produzione delle industrie supportate dallo Stato.

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Tra i componenti che usufruiscono delle nuove tariffe ci sono i sistemi di segnalazione per i treni ad alta velocità, i sistemi per la raccolta differenziata dei rifiuti, i circuiti integrati per i display a schermo piatto e, soprattutto, le celle fotovoltaiche e le batterie agli ioni di litio.

Già a gennaio di quest’anno la Cina aveva abbattuto i dazi su 780 prodotti importati ma, secondo le stesse autorità cinesi, questo primo round di liberalizzazione del commercio internazionale era troppo ristretto nel numero di settori industriali coinvolti. Wei Jianguo, segretario generale del China Center for International Economic Exchanges, all’epoca ebbe a dire:

In quanto Paese responsabile, la Cina ha bisogno di aumentare le sue importazioni che sono importanti nella costruzione di sani rapporti commerciali bilaterali e riducono le frizioni.

Difficile dare torto a Wei, visto che già la sola registrazione dei pannelli fotovoltaici in ingresso nell’Unione Europea dalla Cina ha comportato un crollo delle importazioni di questi prodotti. Secondo NPD Solarbuzz, infatti, le importazioni di fotovoltaico dalla Cina all’UE sono già diminuite fortemente anche senza i dazi preventivi e non risaliranno prima del terzo trimestre del 2013:

L’apertura cinese su una vasta gamma di prodotti esteri, quindi, potrebbe facilitare il lieto fine nella disputa antidumping con l’Europa sul fotovoltaico. Di sicuro si aggiunge alle numerose posizioni contrarie ai dazi: quella degli installatori europei, ad esempio, che segue quella delle tre maggiori associazioni del solare italiano: Assosolare, Aper e Gifi.

| Ministero delle Finanze cinese| NPD Solarbuzz

9 aprile 2013
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