Fotovoltaico: Cina contro le misure italiane a sostegno del Made in UE

La guerra per il fotovoltaico non conosce soste. Pur con un po’ di ritardo, la Cina ha presentato un ricorso in sede dell’Organizzazione mondiale per il commercio contro la decisione italiana di premiare i prodotti fabbricati in Europa. Il premio Made in Europe, garantisce infatti la possibilità ai moduli europei di tenere bassi i prezzi, resistendo nelle intenzioni all’aggressività commerciale dei prodotti orientali.

La Cina ritiene però che tale pratica violi sia le regole nazionali, sia quelle internazionali: in pratica l’Italia giocherebbe sporco per proteggere le proprie aziende, contrastando il libero mercato. Da qui il ricorso al WTO con qualche speranza, fra l’altro, di vincerlo.

La situazione è però essenzialmente delicata. Forti di grandi interventi statali a coprire loro le spalle, alcuni marchi cinesi sono arrivati a proporre i loro impianti a prezzi assolutamente irrealistici, ben al di sotto del mercato interno (lo stesso pannello in Europa viene venduto ad un prezzo minore che in Cina). La vecchia tecnica del dumping che rischia davvero di uccidere la maggior parte della concorrenza europea e statunitense è ormai una realtà consolidata nel settore. In questo senso, ci si chiede se le pratiche anti-dumping possano davvero essere considerate forme di protezionismo.

La situazione è talmente tragica che non mancano studi che prevedono l’uscita dal mercato di almeno il 60% degli attori attuali del settore fotovoltaico. Funzionino o meno, è quindi normale che i Paesi più in difficoltà escogitino maniere per difendere le proprie aziende. L’importante è che ciò non comporti un innalzamento dei prezzi oltre un certo livello: per la sopravvivenza del settore è vitale raggiungere al più presto la grid parity, soprattutto in un momento in cui i finanziamenti pubblici sono in via di esaurimento. Anche iniziare a ripensare una riconversione delle proprie attività, ampliando l’offerta ad altri campi potrebbe essere una strategia importante per le nostre aziende.

7 novembre 2012
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