Prosegue la guerra fra Cina ed Europa sui pannelli fotovoltaici: il ministero del Commercio della Repubblica Popolare Cinese (MOFCOM) ha infatti approvato un decreto che impone antisovvenzioni e tariffe anti dumping sul silicio policristallino importato nel Paese.

Dopo aver applicato i dazi ai prodotti coreani e americani e dopo una serie di annunci sui danni creati dalle politiche europee in materia di dumping, la Cina ha deciso di imporre tariffe antidumping del 42% a società italiane, tedesche e spagnole: tra queste figurano Schmid Group, Joint Solar Silicon, MEMC Electronic Materials SpA.

Le misure doganali sui prodotti in silicio policristallino, entrate in vigore ufficialmente dal primo maggio, dureranno due anni: lo scopo, secondo il ministero del Commercio, è compensare il danno economico creato dalle iniziative europee, che hanno imposto dei tetti massimi ai prezzi dei moduli solari cinesi. Inoltre, le aziende subiranno anche una tassa anti-sovvenzione dell’1,2%.

Il ministro del commercio cinese Gao Hucheng ha spiegato:

Le misure anti dumping adottate dall’Europa hanno creato gravi problemi all’industria cinese del silicio policritallino.

Da queste misure, secondo una nota del ministero cinese, viene esclusa la tedesca Wacker Chemie, che attualmente è il più grande esportatore di silicio in Cina. Secondo fonti anonime, il trattamento di favore sarebbe dovuto a un contratto, chiuso a marzo scorso, per garantire un prezzo minimo del silicio che non crei troppi problemi ai produttori cinesi, in termini di concorrenza.

7 maggio 2014
In questa pagina si parla di:
Fonte:
I vostri commenti
Mauro, venerdì 16 maggio 2014 alle15:40 ha scritto: rispondi »

Salve Federico, chi ti vieta di diventare imprenditore?. Se vuoi posso darti diverse idee da sviluppare!. Quanti anni hai?.

federico, giovedì 8 maggio 2014 alle9:15 ha scritto: rispondi »

E noi Europei siamo sempre convinti assertori del World Trade? Se avessimo le palle, cosa che non abbiamo più da tempo , ma ci siamo assoggettati a pensare di guadagnare senza più produrre, lasciando a quelli con gli occhi a mandorla l'onere del farlo, faremmo altrettanto, lasciando i cinesi a mangiarsi tutto quello che producono per l'occidente e che saremmo perfettamente in grado di fare anche noi, ovviamente a costi industriali superiori. Con i dazi però otterremo la parità ed allora le nostre aziende tornerebbero in utile e non staremo qui a piangere sulla crisi del lavoro. Ma già, ora c'è il libero mercato noi non possiamo farlo...loro si!

Lascia un commento