L’efficienza delle celle termofotovoltaiche potrebbe aumentare considerevolmente grazie alle nuove proprietà identificate da un team di scienziati in un nanomateriale. L’approdo sul mercato di una simile tecnologia rivoluzionerebbe la produzione di energia solare, consentendo di produrre elettricità pulita anche di notte grazie al calore catturato dalle celle.

La scoperta descritta sulla rivista Nature Communications si deve al lavoro di un’équipe di ricercatori della Australian National University e della University of California di Berkeley. Gli scienziati hanno dimostrato che il nuovo metamateriale si illumina quando viene riscaldato. A illustrare le potenzialità della tecnologia è il dottor Sergey Kruk:

Le celle termofotovoltaiche potrebbero diventare molto più efficienti delle celle solari convenzionali. Il nostro metamateriale supera molti scogli che ostacolano lo sviluppo della tecnologia.

Nello specifico le celle termofotovoltaiche potrebbero essere oltre due volte più efficienti del fotovoltaico convenzionale. Questi dispositivi a differenza delle celle solari convenzionali non hanno bisogno di un’esposizione diretta alla luce solare per generare energia, perché riescono a catturare il calore dall’ambiente circostante sotto forma di radiazioni infrarosse.

La tecnologia abbinata a un generatore di calore diventa una fonte di energia stabile. Inoltre può riciclare il calore prodotto dai motori. Il metamateriale è composto da strutture nanoscopiche di oro e fluoruro di magnesio che irradiano il calore in direzioni specifiche, a differenza dei materiali standard che emettono calore in tutte le direzioni. Questa caratteristica rende il materiale particolarmente adatto all’utilizzo come fonte di calore per le celle termofotovoltaiche.

La proprietà del metamateriale si deve alla forma iperbolica della superficie di dispersione, che si distingue dalle forme più semplici, sferiche o ellissoidali, assunte da altri materiali naturali come il vetro o i cristalli.

I ricercatori sono convinti di poter incrementare ulteriormente l’efficienza della cella termofotovoltaica basata sul metamateriale riducendo la distanza tra l’emettitore e il ricevitore. Una configurazione simile permetterebbe di trasmettere il calore in modo dieci volte più efficiente rispetto ai materiali convenzionali.

19 aprile 2016
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Gianfranco Grassetto, giovedì 21 aprile 2016 alle14:41 ha scritto: rispondi »

Bello sapere che qualcuno si prodiga per soluzioni energetiche non inquinanti e lo stesso funzionanti.

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