Celle solari organiche in micro-scala per una maggiore densità di potenza. Questa la novità in arrivo dagli Stati Uniti, più precisamente dalla Binghamton University, nello Stato di New York. Un elemento che sarebbe in grado di supportare dispositivi “stand-alone”, indipendenti e autosostenibili, anche in regioni remote e con risorse limitate.

=> Scopri le celle solari semitrasparenti e flessibili dal Giappone

Il segreto delle celle solari organiche messe a punto dalla Binghamton University sarebbe, in base a quanto affermato dagli stessi ricercatori, la somiglianza della tecnica utilizzata con l’ecosistema naturale della Terra. Si tratta di una cella solare biologica microfluidica in micro-scala, il cui inventore è Seokheun Choi, assistente professore di “Electrical and Computer Science” presso l’università statunitense. Come ha spiegato lo stesso autore della scoperta:

Le micro-celle solari organiche possono generare continuamente elettricità dalla fotosintesi microbica e dalle attività respiratorie nei cicli giorno-notte, offrendo una fonte di energia rinnovabile e pulita con un potenziale di auto-sostentamento. Ad ogni modo la promessa di questa tecnologia non si è ancora tradotta in applicazioni pratiche a cause della sua relativamente bassa potenza e dell’attualmente breve ciclo vitale.

=> Scopri le celle solari in perovskite ispirate a occhi delle mosche

Il progresso di questa invenzione è tuttavia appena iniziato, ha concluso lo stesso Choi, che ha infine sottolineato come la sua traslazione ad applicazioni pratiche la renderà in futuro “capace di lavorare indipendentemente e in maniera autosufficiente in regioni remote e con risorse limitate”.

18 ottobre 2017
Fonte:
Lascia un commento