Si parla ormai da tempo del possibile impiego della perovskite come materiale rivoluzionario per la produzione di energia pulita dal sole, ma il suo impiego al di fuori dei test di laboratorio sembra ancora lontano. Un passo in avanti potenzialmente significativo è stato compiuto in Corea del Sud.

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È quanto emerge da un nuovo studio condotto presso l’Ulsan National Institute of Science and Technology, da un team guidato dal prof. Sang-Il Seok, in collaborazione con il Korea Research Institute of Chemical Technology. A pubblicarlo la rivista Science.

Si è arrivati a ottenere un grado di efficienza del 22% circa, quasi eguagliando il 25% dei più performanti moduli in silicio attualmente in commercio. La struttura ibrida di queste celle solari (costituita da elementi inorganici e molecole organiche) è inoltre alla base della loro trasparenza, il che le rende adatte ad applicazioni come l’installazione sulle vetrate delle finestre e addirittura sui display degli smartphone.

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Perché non sono ancora diffuse, dunque? Per via della loro scarsa longevità e della bassa resistenza agli agenti esterni, compresa la luce e i raggi UV. Le celle solari sperimentali realizzate fino ad oggi perdono tutta la loro efficienza nel giro di pochi giorni, il che spiega per quale motivo sarebbe al momento impossibile integrarle nei moduli per la produzione da fotovoltaico.

Il progetto sudcoreano migliora anche questo aspetto, abbattendo in modo importante la temperatura raggiunta durante la produzione del semiconduttore (da 900 a 200° C): si è così arrivati a mantenere il 93% dell’efficienza dopo 1.000 ore di esposizione al sole. Un altro vantaggio da considerare è quello legato ai costi di realizzazione, stimati nel 50% circa rispetto ai moduli tradizionali in silicio.

Risultati promettenti, ma che non devono suscitare facili entusiasmi: serviranno ancora anni di sperimentazioni e perfezionamenti prima che le celle solari in perovskite possano competere su larga scala con quelle in silicio, oggi alla base dei moduli fotovoltaici installati sui tetti degli edifici in tutto il mondo.

14 aprile 2017
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