Fotovoltaico: celle solari flessibili al tungsteno diselenide

I ricercatori della Vienna University of Technology sono riusciti per la prima volta a realizzare un diodo di tungsteno diselenide. Si tratta di un materiale costituito da uno strato di atomi di tungsteno, collegati da atomi di selenio sopra e sotto il piano di tungsteno.

Il materiale assorbe la luce, in modo molto simile grafene, ma con un’efficienza interna particolarmente alta. Lo strato è così sottile che il 95% della luce solare lo attraversa soltanto, ma un decimo del restante cinque per cento viene assorbito dal materiale e può essere convertito in energia elettrica.

Il tungsteno diselenide, quindi, potrebbe essere utilizzato per creare celle solari ultrasottili e flessibili. Se le prossime ricerche lo confermeranno, inoltre, potrebbe essere possibile realizzare display fotovoltaici flessibili. Spiega Thomas Mueller, uno dei ricercatori:

Immaginiamo celle solari sottilissime su facciate di vetro, che lasciano filtrare una parte della luce all’interno dell’edificio e allo stesso tempo producono elettricità.

Un ulteriore vantaggio delle strutture bidimensionali di singoli strati atomici è la loro cristallinità, una proprietà in grado di conferire stabilità. I risultati degli esperimenti presso la Vienna University of Technology sono stati pubblicati sulla rivista Nature Nanotechnology.

10 marzo 2014
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