L’incertezza sul futuro del settore fotovoltaico sta causando, a livello globale, ciò che è già successo in Italia a poche settimane dall’entrata in vigore del Quinto Conto Energia: la corsa alle installazioni. Ma non è solo questione di incentivi statali: a movimentare questo inizio 2013 ci sono di certo gli incentivi al ribasso annunciati dal Governo giapponese, ma anche e soprattutto la possibilità che l’Europa chiuda le frontiere al solare cinese.

La disputa antidumping UE-Cina, infatti, preoccupa molto gli investitori che temono di non poter più usare prodotti cinesi nei loro impianti. Succede così che, secondo quanto riporta EnergyTrend, il primo trimestre del 2013 sia iniziato molto meglio del previsto.

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Ma non sono certo tutte rose e fiori: i costruttori degli impianti stanno solo cercando di ultimare i loro progetti in Europa e Giappone per evitare pesanti perdite economiche nei prossimi mesi. Tutto ciò significa anche che gli investitori scommettono sia sull’imposizione di dazi in Europa che nel taglio degli incentivi in Giappone. Ma anche sui preannunciati dazi al polysilicon straniero che entra in Cina.

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La conseguenza è che i prezzi sono momentaneamente più alti: in una settimana il silicio ha guadagnato il 5,79% del prezzo, salendo da 15 dollari al chilogrammo agli attuali 16,8 dollari, mentre continuerà a crescere, molto probabilmente, per qualche altra settimana. Solo nel secondo trimestre 2013, e ancora non è certo, i timori dei dazi e dei tagli agli incentivi diventeranno realtà. A quel punto il mercato si sposterà su altri Paesi in cui il boom del fotovoltaico deve ancora iniziare: Medio Oriente, Sud America, India e nel resto dell’Asia.

30 gennaio 2013
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