La Giordania attualmente dipende quasi completamente dall’estero per il proprio approvvigionamento energetico. Importa il 96% dell’energia di cui ha bisogno, ma per svincolarsi da questi limiti ha di recente approvato un Master Strategy of the Energy Sector che prevede di raggiungere entro il 2020 il 10% di energia da fonti rinnovabili, 1.800 MW di potenza, di cui 600 dovranno venire dal solare.

È in questa direzione che si inserisce l’inaugurazione del suo primo parco fotovoltaico, nell’ambito del progetto “Shamsuna”, avvenuta ad Aqaba, alla presenza fra gli altri del Capo di Governo giordano, Abdullah Ensour.

Risultato della collaborazione tra la Enerray, società controllata da Seci Energia (divisione del Gruppo Industriale Maccaferri) e la Desert Technologies, azienda dell’Arabia Saudita che lavora nel settore delle energie rinnovabili. I pannelli solari installati sono 40.320, ciascuno per una potenza di 250 Wp, per un totale di 10 MWp. Stime della producibilità annuale parlano di quasi 20 milioni di kWh.

Questo è però solo uno dei 12 progetti che il Ministero giordano dell’Energia e delle Risorse Minerali prevede di realizzare nel prossimo futuro, nell’ambito di un accordo ventennale per la vendita dell’energia elettrica prodotta, alla società di rete locale NEPCO (National Electric Power COmpany) ad una tariffa agevolata di 0,12 JOD per kWh, che equivalgono a 0,17 dollari americani a kWh. Michele Scandellari, amministratore delegato di Enerray, commenta con soddisfazione il successo rappresentato dall’operazione:

Grazie alla joint venture con Desert Technologies intendiamo affermarci come leader di mercato in Medio Oriente e riteniamo di essere già sulla buona strada.

La Giordania sembra voler quindi mettersi al passo con gli altri Paesi che negli ultimi anni stanno investendo di più nelle fonti rinnovabili e nel solare in particolare.

Sembra stia puntando verso un tipo di crescita sostenibile. Questo impianto, assieme agli altri progetti da venire, sembra un primo passo nella giusta direzione: i calcoli stimano che l’energia prodotta da questo nuovo impianto, ai ritmi previsti, permetterà di ridurre le emissioni di CO2 di circa 10.000 tonnellate l’anno.

9 marzo 2016
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Immagini:
Lascia un commento