Il fotovoltaico, nel lungo periodo, è un investimento economicamente positivo per l’Italia. Lo dice, numeri alla mano, il presidente di Assosolare Giovanni Simoni.

Simoni ha risposto oggi alle domande della Rete dei giornalisti e blogger per l’ambiente, illustrando quale sarà il futuro del settore dopo la fine degli incentivi al fotovoltaico. L’intervista nasce, su richiesta dello stesso Simoni, come risposta alle dichiarazioni fatte dal presidente di Assoelettrica Chicco Testa.

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Testa ha recentemente pubblicato un breve libro gratuito tramite il quale illustra i punti critici dell’attuale sistema degli incentivi e arriva alla conclusione che il fotovoltaico ha ucciso le altre rinnovabili. Concetto espresso anche in video, rispondendo alle domande della Rete dei giornalisti e blogger per l’ambiente in una precedente intervista.

>>Leggi le dichiarazioni di Chicco Testa su fotovoltaico e rinnovabili

L’idea di Simoni è che non bisogna guardare all’oggi, come fa Testa, ma al domani: il fotovoltaico è sostitutivo della generazione termoelettrica tradizionale, anche di quella a gas. Quindi ogni MW di energia elettrica prodotta dal sole si traduce in un MW in meno di energia prodotta dal gas.

Di conseguenza più cresce il fotovoltaico e meno gas importiamo dall’estero, con un consistente guadagno per il Paese. Prendendo in considerazione un prezzo del gas fisso, fatta salva l’inflazione, e una leggera crescita annua del fotovoltaico non incentivato, secondo Assosolare già nel 2021 costi e benefici vanno in pari.

costi benefici gas fotovoltaico

Non solo: per Simoni oggi l’obiettivo da seguire è quello di ridurre le bollette elettriche dei cittadini e delle aziende, specialmente le piccole e medie. Da questo punto di vista va bene la fine degli incentivi, mentre sulla grid parity Simoni ha una visione più complessa:

Non basta puntare al pareggio dei costi dell’elettricità generata tramite il solare e tramite il gas: bisogna puntare molto sugli accumuli, in modo da rendere indipendente il fotovoltaico dalla rete e non caricare ulteriori costi su Terna:

Io ho una società che si chiama “Grid Parity 2″ che nasce dicendo: fotovoltaico senza incentivi.

Quindi piccoli impianti da 12-20 kW con l’accumulo, cioè con il minimo disturbo alla rete.

In questo modo il contatore ENEL vedrà solo drasticamente ridurre i consumi. Questa tipologia si svilupperà moltissimo perché ci sono investimenti formidabili sull’accumulo elettrico, che stanno riducendo i costi delle batterie.

In Germania si parla già di incentivi alle batterie ma, di nuovo, Simoni non è del tutto favorevole:

Io penso che non possiamo più caricare le bollette. Io sono favorevole agli incentivi alle batterie se sono dati ad impianti di qualità che facciano servizio di rete. Cioè impianti per i quali Terna possa imporre il distacco dalla rete.

>>Leggi le posizioni di ANIE rispetto agli incentivi per i sistemi di accumulo

Altra cosa molto interessante emersa dall’intervista è la posizione di Simoni e di Assosolare sulla disputa antidumping tra UE e Cina. La registrazione dei pannelli fotovoltaici cinesi venduti in Europa a partire da marzo è un fattore di incertezza per il mercato.

Mentre sui possibili dazi Simoni la vede in maniera quasi speculare a quanto ci ha detto Fabio Patti, Managing Director della sede italiana del gigante cinese Yingli: rischiamo di far male alla filiera europea del fotovoltaico, che importa molti componenti intermedi dalla Cina.

28 marzo 2013
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