Il Salento ospita da poche ore il più grande parco fotovoltaico d’Europa. La Deutsche Bank e la giapponese Sanyo hanno infatti impiantato 19 ettari di terreno a pannelli solari nei pressi di Torre Santa Susanna.

Il commento di Homma Mitsuro, vicepresidente Sanyo, è stato particolarmente giulivo:

Il vostro territorio è bellissimo, con un sole che splende per tutto l’anno e una luce particolarmente adatta alla funzionalità dei pannelli, magari avessimo noi in Giappone tale opportunità

Molto meno giulivi gli ambientalisti della zona, che hanno dato la notizia precisando l’impatto ambientale dei lavori: alberi secolari sradicati, ettari di verde cancellati, panorama del tutto deturpato. Non si tratta, è bene dirlo, di una critica al “solare” in sé, ma ai cosiddetti “grandi impianti”, che tanti dubbi stanno suscitando nell’opinione pubblica (ed i vostri commenti sul nostro portale, spesso lo confermano):

13 milioni di Kwh prodotti all’anno non giustificano in nessun modo lo stupro del territorio. L’energia alternativa può rappresentare davvero la svolta giusta per l’economia e per la tutela ambientale del pianeta, ma se effettuata nella maniera più giusta e intelligente. I pannelli possono tranquillamente essere installati sui tetti delle abitazioni e delle grandi aziende.

La risorsa più importante del Salento, ovvero la sua bellezza naturale, non può e non deve mai più essere sacrificata per il beneficio di sconosciute società.

La questione resta aperta e dovrà essere dibattuta ancora a lungo.

1 luglio 2011
I vostri commenti
Enzo R., sabato 2 luglio 2011 alle8:39 ha scritto: rispondi »

Il passaggio dalle fonti di energia tradizionali a quelle rinnovabili pone l'esigenza di razionalità, come peraltro avviene in qualsiasi progetto,  nel dimensionamento e distribuzione degli impianti, specie nel fotovoltaico che offre una vastissima flessibilità dimensionale (dalla calcolatrice tascabile all'estensione di vari ettari). Non penso, in generale, che copiare la configurazione delle centrali convenzionali (alta concentrazione di potenza in un sito) sia una buona scelta, per evidenti quanto poco accette occupazioni del suolo in territori abitati. In altri termini, il fotovoltaico è più adatto a  sistemi impiantistici distribuiti, risolvendo il compromesso con taglie di potenza più vicine alle esigenze di singoli gruppi di utilizzatori o di un determinato utente. Tetti o muri esterni di edifici civili e, soprattutto, industriali offrono soluzioni del tutto perseguibili, mentre il moderno concetto di "smart grid" consente interconnessioni quanto mai razionali dei vari punti di produzione di energia. E' vero che un grande impianto consente costi inferiori per unità di energia erogata, ma è proprio scopo di un progetto risolvere il compromesso tra vincoli contrastanti.

ospite, sabato 2 luglio 2011 alle5:16 ha scritto: rispondi »

bello schifo rubare terra per cosa e per chi,

Fabio, venerdì 1 luglio 2011 alle17:14 ha scritto: rispondi »

Il più grande parco d'europa è Rovigo. 80 hettari, circa 80 mw di potenza...

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