Nulla di fatto, dopo la tre giorni di negoziazioni fra delegati europei e cinesi a Pechino: l’accordo sul prezzo di moduli e celle solari non è stato ancora raggiunto, ma sarebbero stati fatti notevoli passi avanti, almeno secondo quanto riporta PV Magazine. L’offerta dei negoziatori cinesi, 0,50 euro per Watt, non è stata ancora accettata da parte dei delegati di Bruxelles che, dal canto loro, hanno rilanciato la proposta sui moduli cinesi a 0,65 euro per Watt.

Nel 2012, il volume dei moduli cinesi in Europa ammontava a 12 GW, mentre nel 2013 scenderà a 10GW: non solo per le misure antidumping, ma anche per l’intensificarsi della concorrenza di mercati nuovi, come quello giapponese. Secondo fonti della Reuters, una proposta arrivata da parte cinese sarebbe quella di mettere un “tappo” temporaneo alle esportazioni dei moduli cinesi, una sorte di limite che riequilibri il mercato in Europa.

Ma Karel de Gucht, commissario Ue per il commercio, ha giudicato la proposta definendola una mera tattica: il tappo, infatti, avrebbe un’incidenza minima, dal momento che la soglia delle importazioni cinesi in Ue dovrebbe scendere fisiologicamente. Nel frattempo, i produttori europei che hanno aperto la contesa, capitanati da Eu ProSun, hanno avvisato le istituzioni comunitarie di non essere per nulla disposti ad accettare le offerte cinesi sui prezzi: la proposta di 0,50 euro per Watt, inferiore al prezzo attuale, non servirebbe a migliorare la situazione dei produttori europei.

Il portavoce di Gucht ha spiegato:

Stiamo facendo tutti i negoziati il più rapidamente possibile, per trovare una soluzione rapida ai problemi che si sono creati con la Cina.

L’obiettivo dei negoziatori è, infatti, riuscire a trovare un accordo sui prezzi prima della paura estiva, in particolare entro il 5 agosto, data in cui subentreranno le nuove tariffe imposte dalla Commissione europea.

8 luglio 2013
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