Stralciare l’articolo 65 dal Decreto sulle liberalizzazioni predisposto dal Governo Monti e attualmente all’esame delle Camere. Lo chiedono con forza le associazioni GIFI/Anie e Aper, attive nel settore delle rinnovabili. La misura contestata contiene alcune disposizioni relative al fotovoltaico a terra su suoli agricoli.

Secondo le associazioni, l’eventuale conferma dell’articolo 65 smentirebbe il Decreto legislativo 28/2011 sulle rinnovabili (il cosiddetto decreto Romani), che ha imposto dei limiti alla potenza fotovoltaica installabile su terreni coltivabili e al rapporto fra la superficie occupata dall’impianto e quella totale. Per Gifi e Aper, questo dimostrerebbe “l’assenza di un chiaro ed univoco disegno sullo sviluppo delle energie rinnovabili”:

Infatti – si legge nella nota congiunta diffusa dalle associazioni – l’articolo 65 del Decreto sulle liberalizzazioni introdurrebbe un anno di totale anarchia durante il quale sarebbe possibile realizzare impianti su terreni agricoli di qualsiasi dimensione, senza i limiti di rapporto superficie impianto/superficie agricola.


Si tratterebbe, denunciano le associazioni, dell’ennesima modifica regolatoria avvenuta a poco meno di un anno dall’entrata in vigore del Quarto Conto Energia, oltre che di un provvedimento non richiesto dal settore fotovoltaico. La preoccupazione di GIFI e di Aper è che questo possa generare una nuova incertezza sul mercato, “portando vantaggi a pochi a scapito del bene del Paese”:

Il Decreto, se confermato dal Parlamento, andrebbe ad incentivare una corsa alla realizzazione di mega impianti su terreni agricoli – prosegue il comunicato – accelerando l’esaurimento delle risorse disponibili che dovrebbero andare ad incentivare lo sviluppo organico e distribuito del settore.

25 gennaio 2012
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