Non è passato molto dalla diffusione della notizia che il Governo Monti ha intenzione di azzerare gli incentivi statali ai pannelli fotovoltaici a terra, che di notizia ne esce un’altra strettamente collegata, anche se distinta. Alla Camera dei Deputati è in discussione il decreto “Mille proroghe” e ci sono due emendamenti che riguardano proprio gli incentivi sul fotovoltaico agricolo, che il decreto “Cresci Italia” di Monti vorrebbe togliere di mezzo.

I due emendamenti sono a firma dei deputati Massimo Vannucci (PD) e Massimo Polledri (Lega Nord Padania). Queste proposte di modifica riguardano il decreto “Rinnovabili”, cioè il Decreto Legislativo del 3 marzo 2011, n.28.

In pratica si chiede di posticipare al 31 dicembre 2012 l’entrata in vigore delle nuove regole sugli incentivi al fotovoltaico a terra in aree agricole. Se venissero approvati i due emendamenti, quindi, ci sarebbe più tempo per chiedere e ottenere gli incentivi statali al fotovoltaico nei campi.

Una proposta per nulla gradita al GIFI-ANIE, il gruppo delle imprese fotovoltaiche iscritte a Confindustria, fortemente contrario ad ulteriori cambiamenti agli incentivi e alle normative sul fotovoltaico. A parlare è il presidente del GIFI, Valerio Natalizia:

Ribadiamo la nostra assoluta contrarietà ad ogni modifica della legge in corso d’opera, in generale, e quindi anche a questi emendamenti. L’industria fotovoltaica ha ridimensionato gli organici e modificato i piani di investimento già nel 2011. Ora abbiamo bisogno di stabilità e certezza normativa per poter continuare a creare benefici per il Sistema Paese: posti di lavoro, prezioso gettito fiscale per le casse dello Stato, energia pulita ed indipendenza dalle fonti fossili

Natalizia, però, si esprime solo sui due emendamenti che allungherebbero la vita agli incentivi mentre non proferisce parola sul successivo decreto “Cresci Italia” sulle liberalizzazioni che gli incentivi li toglie. Non è strano: era stato proprio il GIFI, mentre si discuteva il Quarto Conto Energia, a suggerire all’allora ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani di spostare l’incentivazione dalla terra ai tetti.

Fatto sta che, critiche o lodi ai decreti a parte, nei prossimi giorni alla Camera saranno in discussione ben due decreti diversi sul fotovoltaico a terra. Da notare, infine, che gli emendamenti di Vannucci e Polledri sarebbero inutili qualora venisse approvato senza cambiamenti il decreto sulle liberalizzazioni.

In quest’ultimo, al comma 2, si precisa che l’abolizione degli incentivi:

[…] non si applica agli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole che hanno conseguito il titolo abilitativo entro la data di entrata in vigore del presente decreto o per i quali sia stata presentata richiesta per il conseguimento del titolo entro la medesima data, a condizione in ogni caso che l’impianto entri in esercizio entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto

Ad ottenere gli incentivi, considerando i tempi di discussione, approvazione, pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ed entrata in vigore del “Cresci Italia”, sarebbero quindi gli impianti che entreranno in funzione entro i primi mesi del 2013. Qualunque cosa si pensi sul fotovoltaico a terra nelle zone agricole una cosa è sicura: non c’è ancora certezza delle regole.

23 gennaio 2012
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