Gli incentivi per il settore solare a rischio nel Regno Unito per rispettare i vincoli della spesa di bilancio. A dirlo è l’ultimo report della società inglese Cornwall Energy.

Secondo l’analisi contenuta in “Counting the cost”, la relazione appena pubblicata dalla Cornwall Energy, il Dipartimento per l’energia e i cambiamenti climatici del Regno Unito (DECC) avrebbe ecceduto nello stanziamento dei fondi per i Control Framework (LCF), cosa che potrebbe provocare un taglio al sostegno per il settore solare.

Nel Regno Unito gli incentivi alle fonti rinnovabili hanno permesso fin ora all’industria di non incidere molto sulle bollette dei consumatori. Secondo il report il DECC avrebbe stanziato però una cifra fuori dai vincoli per il 2020, pari a 1.57 miliardi di euro. Si legge nel report:

Sulla base delle nostre proiezioni, proseguendo su questi livelli di spesa, in un futuro non molto lontano le risorse per i contratti per differenza potrebbero esaurirsi.

Secondo la Cornwall Energy, sarebbero dunque i Contract For Difference (CFD) a soffrire di più per l’eventuale esaurimento delle risorse e questo potrebbe comportare anche dei tagli per i progetti solari su piccola scala.

L’ascesa del settore solare nella prima parte dell’anno, secondo gli analisti, ha colto il DECC di sorpresa e di fatto ha portato a sottovalutare alcuni fattori, da calcolare per stanziare le risorse adeguate.

In particolare il costo dei piani inseriti nel Levy Control Framework, sarebbe stato sottostimato dal Dipartimento, che non avrebbe preso in considerazione l’evoluzione futura dei prezzi dell’energia elettrica all’ingrosso e i fattori di carico.

Cornwall Energy spiega inoltre che il problema afferma potrebbe essere aggravato dalla chiusura dei Renewables Obligation per il settore eolico onshore, già annunciato la scorsa settimana dalle istituzioni inglesi e fissato per il 2017. Gli analisti di Cornwall Energy hanno concluso:

Sulla base dei nostri calcoli sui prezzi all’ingrosso e sui fattori di carico, l’impegno adottato dal dipartimento per i CFD è superiore alle ultime ipotesi fatte dagli esperti. Il Dipartimento dovrà ora spiegare al Tesoro come ridurrà la spesa.

2 luglio 2015
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