Tra le novità tecnologiche più interessanti riguardo al fotovoltaico abbiamo certamente i cosiddetti pannelli a concentrazione. A dispetto di un rapporto costo/efficienza non ancora del tutto competitivo, sembrano indicare una via che prima o poi dovrà essere seguita.

Le ultime notizie dicono che l’azienda spagnola Instituto Holografico Andaluz abbia deciso di entrare sul mercato con una delle varianti più interessanti: il pannello fotovoltaico a tecnologia olografica. Il funzionamento è semplice da spiegare: un sistema di lenti concentra in due raggi laser monocromatici la luce che colpisce una data porzione del pannello. Questi sono indirizzati verso una cella fotovoltaica che ovviamente sarà in questo modo in grado di produrre più energia elettrica del solito. I vantaggi in questo senso sono tecnicamente notevoli:

  • Un aumento importante dell’efficienza della cella, qualunque tipo di tecnologia essa stia usando per suo conto. Quindi non servono celle di alta qualità o particolari per poter godere dei vantaggi del sistema olografico;
  • Il sistema di rifrazione fa sì che al variare della posizione solare l’angolo di impatto dei due laser sulla cella vari solo di un terzo. In pratica ponendo che il sole si sposti di 30° dall’angolazione precedente (per la normale rotazione solare apparente diurna), l’impatto sulla cella varierà in maniera veramente minima. In questo modo l’efficienza resta alta per gran parte del giorno, senza l’utilizzo di costosi sistemi di puntamento e rotazione dell’impianto (vedi immagine sottostante);
  • Utilizzando un sistema di concentrazione dell’energia solare, non sarà più necessaria la presenza di celle fotovoltaiche sotto ogni centimetro del pannello. Riducendone il numero, oltre ad una riduzione teorica delle spese, otteniamo un vantaggio non secondario: una minor dipendenza dai prodotti in silicio la cui scarsità e difficoltà nello smaltimento rappresenta un limite dell’espansione dell’energia solare.

sistema ad ologrammi

Per poter entrare sul mercato, però, l’Instituto dovrà dimostrare di avere creato finalmente una tecnologia matura, ad esempio limitando l’ingiallimento progressivo delle lenti che per questo motivo col tempo perdono di solito in efficacia. Inoltre, bisognerà valutare il rapporto efficienza/prezzo. Il crollo vorticoso dei prezzi dei pannelli tradizionali sta mettendo a dura prova anche tecnologie più moderne, ma consolidate come il fotovoltaico a film sottile (che permette di avere, pur cedendo molto in termini di efficienza, dei costi di produzione teoricamente molto bassi). Questo potrebbe limitare anche lo sviluppo e la diffusione di tutti i pannelli ad altissima efficienza al momento in studio in ogni parte del mondo.

A meno che, ovviamente, alcuni Paesi non inizino a seriamente favorire nel gioco dei contributi queste nuove tecnologie, strategicamente superiori nel medio periodo.

14 settembre 2012
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I vostri commenti
cygnusdue, mercoledì 19 settembre 2012 alle11:41 ha scritto: rispondi »

Molto interessante.

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