Il sempre più tecnologico esercito degli Stati Uniti ha un disperato bisogno di elettricità sui cambi di battaglia. Visori notturni, GPS, apparecchiature radio, puntatori laser: tutta questa attrezzatura bellica deve poter contare su una fonte di energia affidabile altrimenti si spegne, catapultando i militari 100 anni indietro.

Poiché le batterie sono ancora insufficienti a garantire la carica necessaria a questi equipaggiamenti per un periodo sufficientemente lungo, la Darpa (cioè la Defense Advanced Research Projects Agency) degli Stati Uniti sta lavorando dal 2005 sul fotovoltaico a concentrazione. L’idea è quella di mettere a disposizione dei soldati dei pannelli solari piccoli ma molto efficienti (l’obbiettivo è l’efficienza del 50%) utili a ricaricare in fretta le batterie dei dispositivi direttamente sul campo.

Con una dotazione iniziale di 53 milioni di dollari, quindi, nel settembre 2005 è stato creato un consorzio che mette insieme, oltre al DARPA, 21 enti e aziende private. Tra i quali anche nomi noti dell’energia e della tecnologia come BP Solar, Corning, DuPont, Le università della Georgia, Harvard, MIT, Purdue, California, Santa Barbara, Rochester.

Le ultime notizie provenienti da questo pool di ricercatori di altissimo livello indica come già raggiunta l’efficienza del 43% e come molto prossima quella del 50%. La tecnologia inizialmente utilizzata è stata quella del fotovoltaico a concentrazione a tripla giunzione, montato su inseguitori solari. La luce del sole viene fatta passare da un prisma che la divide in tre fasci separati, destinati ad a tre celle solari distinte posizionate in verticale.

Per raggiungere il 50% di efficienza, però, sembra necessario cambiare design: le celle vanno affiancate orizzontalmente. Secondo i calcoli effettuati con questa nuova disposizione delle celle si può raggiungere un’efficienza tra il 51,5% e il 55,6% anche senza la concentrazione della luce solare con le lenti. E dividendo la luce in 5 o 6 fasci si potrebbe toccare il 59,6%. I numeri reali, passando dalla carta alla realtà, saranno certamente inferiori ma aggiungendo la lente di concentrazione sembra proprio che il 50% sia un obbiettivo alla portata del Darpa e del consorzio che ha messo in piedi.

18 settembre 2012
Fonte:
I vostri commenti
Ziomal, martedì 18 settembre 2012 alle21:55 ha scritto: rispondi »

Giusto. Speriamo nelle ricadute tecnologiche del campo militare verso quello civile.

simone, martedì 18 settembre 2012 alle18:19 ha scritto: rispondi »

peccato che questo sia solo un progetto militare e oltre tutto ancora sperimentale, quindi sicuramente non avrà dei costi bassi e la sua diffusione nel mercato sarebbe probabilmente minima...per far si che arrivino alla portata di tutti probabilmente servira una decina d'anni ancora, purtroppo...

cosimo, martedì 18 settembre 2012 alle13:21 ha scritto: rispondi »

MAH!! se gli States avevano pannelli economici già pronti non al 49% ma al 30%... avrebbero inondato i mercati mondiali ed avrebbero fatto fuori i cinesi in quattro e quattr'otto

Lascia un commento