Fotovoltaico: 6 mila posti di lavoro a rischio per ANIE/GIFI

La crisi economica che ha provocato un calo importante del capitale disponibile a essere investito, unita alle nuove regole del Quinto Conto Energia, con i tagli importanti ai contributi statali, sembrano spingere il settore del fotovoltaico italiano verso una situazione di bilico e stallo. Questa, almeno, è l’opinione di ANIE/GIFI.

L’associazione, che rappresenta la voce del fotovoltaico legata a Confindustria, spiega tramite le parole del proprio presidente, Valerio Natalizia, la gravità della situazione:

Siamo preoccupati saranno oltre 6 mila i lavoratori del fotovoltaico che perderanno il lavoro. Sono in pericolo ingegneri e tecnici. Personale altamente qualificato per il quale le aziende hanno investito ingenti somme per la loro formazione. Il rischio è che questi dati già drammatici possano essere rivisti ulteriormente al ribasso.

A riprova di ciò, GIFI spiega come in base a una semplice inchiesta condotta fra le 200 aziende iscritte all’associazione, per il 2012 le richieste di lavoro sarebbero calate del 12%. E l’emorragia non sembra finire.

A togliere le castagne dal fuoco dovrebbe, allora, essere la politica che, al contrario, si starebbe dimostrando assolutamente insensibile alla questione. La proposta di ANIE/GIFI è semplice: intervenire sulle leggi e i regolamenti del settore che non riguardano il bilancio o la gestione immediatamente economica dei soldi pubblici. In altre parole, ridurre i lacci burocratici e i costi aggiuntivi sulle spese senza gravare né sugli utenti finali, né sulle casse dello Stato.

Valerio Natalizia, presidente dell’associazione, ha così spiegato la sua ricetta per risolvere, o quantomeno mitigare la crisi in atto:

Basterebbero interventi immediati di natura non-monetaria e a costo zero per i consumatori: la liberalizzazione del mercato elettrico per agevolare la vendita diretta di energia prodotta dagli impianti fotovoltaici a privati e aziende posti in prossimità degli impianti stessi; l’innalzamento dello scambio sul posto per supportare l’autoconsumo; l’introduzione/estensione delle detrazioni fiscali sulla spesa iniziale anche per le aziende; la facilitazione dell’accesso al credito a condizioni vantaggiose per le aziende. Chiediamo al Governo che le nostre proposte siano finalmente ascoltate.

24 ottobre 2012
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento