Fotovoltaico: 30.000 posti di lavoro a rischio per dazi anti dumping

L’introduzione di dazi doganali e altre misure per contrastare la concorrenza sleale dei produttori fotovoltaici cinesi potrebbe determinare la perdita di migliaia di posti di lavoro. Lo sostiene un recente studio realizzato da AFASE (Alliance for Affordable Solar Energy), secondo il quale circa 30.000 addetti del settore potrebbero restare disoccupati entro il 2015.

L’adozione di misure anti dumping, inoltre, potrebbe determinare una perdita economica complessiva di circa 13,4 miliardi di euro in tutti i paesi Ue. Solo in Germania, potrebbero restare senza lavoro fino a 8.000 persone nei prossimi 3 anni.

L’intervento dell’Unione europea contro la concorrenza sleale dei pannelli fotovoltaici provenienti dalla Cina, infatti, porterebbe a un aumento dei prezzi di mercato e a un conseguente calo della domanda. Sarebbe proprio questo, secondo AFASE, a determinare il fenomeno della perdita di occupazione, che interesserebbe tutti i settori della filiera: progettazione, installazione, manutenzione, etc.

In totale, sarebbero decine di migliaia i posti di lavoro a rischio nei cinque maggiori mercati europei (Germania, Italia, Francia, Spagna e Regno Unito) e la crisi potrebbe non riguardare solo il settore dell’energia solare. Al di là degli effetti occupazionali, questo fenomeno potrebbe ritardare il raggiungimento della grid parity da parte del fotovoltaico.

Commenta Thorsten Preugschas, CEO dell’azienda Soventix:

L’introduzione di tariffe punitive danneggerebbe l’industria di settore e la indebolirebbe in modo massiccio. I moduli solari si troverebbero ancora una volta a diventare più costosi in modo artificiale.

22 novembre 2012
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I vostri commenti
Cris, mercoledì 24 giugno 2015 alle12:03 ha scritto: rispondi »

Ma se arrivano pezzi singoli e pannelli interi dalla Cina non significa che li producono in Cina e noi li importiamo semplicemente? Quindi i posti di lavori perduti non sarebbero quelli delle ditte produttive europee, a vantaggio di quelle Cinesi? Che il mercato non decolli per un problema di prezzi alti è solo un'apparente e parziale verità: secondo me sono gli stipendi ad essere bassi e le tasse alte!!! E sì che avere componenti che costano poco porta il pannello ad avere prezzi più bassi ma così si avvantaggiano solo le ditte che commerciano, e non quelle che producono, ad avere posti di lavoro. Ma se non ho lavoro, come diamine compro??? Alla lunga secondo me ci resteremo tutti fregati da questo meccanismo. Già oggi tanti servizi (tipo call center) sono nei paesi dell'est. La produzione in Cina o altri paesi a basso costo... Io riterrei più corretto che la produzione mondiale fosse divisa tra le varie nazioni in qualche modo. Senza dimenticare che spesso i prezzi più bassi nascondono situazioni inique e di degrado dei lavoratori e cittadini locali.

Danilo, giovedì 22 novembre 2012 alle20:03 ha scritto: rispondi »

La troppa concorrenza sleale e l'abbattimento dei prezzi porta a questo !

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