Gioie e dolori per il fotovoltaico globale, perfettamente rappresentate dalla situazione del primo produttore al mondo di pannelli solari: Yingli Green Energy. L’azienda cinese ha chiuso il 2012 con mezzo miliardo di dollari di perdite ma, allo stesso tempo, prevede di chiudere il 2013 con circa 3 GW prodotti. Cioè un GigaWatt in più dell’anno precedente.

Schizofrenia rinnovabile? No, semplicemente lo stato delle cose nel settore del fotovoltaico: i prezzi scendono e le vendite salgono, ma la bilancia pende dal lato sbagliato. Con la Cina che sta per diventare il primo mercato mondiale del fotovoltaico Yingli gioca in casa e prevede una crescita del 40% sul mercato domestico. Con una stima di installato che si aggira sui 30-32 GW per il 2013, quindi, la sola Yingli dovrebbe produrre circa il 10% di tutto il fotovoltaico di quest’anno.

E considerato che, attualmente, Yingli ha una capacità produttiva pari a 2,4 GW è assai probabile che l’azienda cinese sarà costretta ad ampliare le linee produttive. Tutto questo in un periodo, però, in cui a livello globale resterà un eccesso di capacità. La stessa Yingli, ad esempio, nel 2012 ha prodotto meno di quanto avrebbe potuto: quasi 2,3 GW.

C’è di buono, per l’azienda, che sia riuscita a far scendere i costi di produzione (silicio escluso) dai 53 centesimi di dollaro al Watt a 47 cent. Il costo del polysilicon, a sua volta, è sceso da 17 a 15 centesimi. Oggi, quindi, Yingli è in grado di produrre a circa 62 centesimi complessivi al Watt: qualunque prezzo di vendita inferiore a questi costi non può che essere dumping, quindi.

13 marzo 2013
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