Il fosforo è un minerale essenziale per il mantenimento di un buono stato di salute. Presente in natura allo stato solido, solitamente in combinazione con altri elementi (con cui dà vita a rocce fosforose inorganiche), occupa il quindicesimo posto all’interno della tavola periodica. Si presenta di colore bianco traslucido se rinvenuto a temperatura ambiente, mentre tenderà ad assumere un colorito rossastro se riscaldato.

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Diverse sono le proprietà riconosciute al fosforo per il benessere del corpo umano, con sfere d’interesse associate al cuore, al cervello, ma non solo. Il fabbisogno giornaliero stimato è compreso tra gli 800 e i 1000 mg, facilmente assumibili attraverso una dieta corretta e ricca di frutta e verdura.

Sebbene l’assunzione di fosforo sia grosso modo agevole, anche soltanto attraverso l’alimentazione, alcuni comportamenti alimentari fortemente scorretti e alcune patologie più o meno gravi possono influire sul suo assorbimento. La conseguenza in questi casi è lo sviluppo di uno stato carenziale piuttosto rischioso per l’organismo.

Cosa fare

Molto importante è innanzitutto prestare attenzione alla comparsa di eventuali sintomi che segnalino una eventuale carenza di fosforo. Tra questi vi è la fragilità ossea, che può sfociare in una vera e propria forma di osteoporosi. Possibile anche il manifestarsi di rachitismo e disturbi nervosi.

Altri possibili sintomi sono uno sbalzo del peso corporeo, sia esso in calo o in aumento, la stanchezza fisica e mentale, l’inappetenza, delle irregolarità nella respirazione, l’artrite o le carie dentali.

Qualora si riscontri una vera e propria carenza di fosforo è opportuno analizzare la situazione per individuarne le cause, così da poter intervenire nel modo più opportuno. L’alimentazione è senz’altro al primo posto tra i controlli da effettuare, seppure la mancata soddisfazione del fabbisogno di questo minerale tenda a verificarsi soltanto in caso di diete fortemente squilibrate e poco sane.

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Altre possibili cause sono delle alterazioni negli equilibri ormonali o tiroidei (come l’iperparatiroidismo) oppure nell’assimilazione stessa del fosforo. A questo proposito andrà verificato che siano soddisfatti anche gli apporti giornalieri di vitamina D e calcio, le cui eventuali alterazioni potrebbero compromettere l’assorbimento del minerale in esame. Tra le possibili cause anche lo stress mentale, l’abuso di alcool, patologie diabetiche, malattie renali o anche ustioni di particolare gravità.

Occorrerà innanzitutto confermare l’ipotesi di carenza di fosforo attraverso delle analisi del sangue e, se richiesto dal proprio medico curante, anche delle urine. Una volta confermato lo stato carenziale e individuata la causa sarà possibile intervenire in maniera specifica correggendo il motivo dell’alterazione.

Alimentazione e consigli utili

Al fine di correggere eventuali squilibri causate da deficit alimentari è bene prestare attenzione alla scelta degli alimenti da portare a tavola. Cereali e legumi offrono un buon apporto di fosforo e lo dimostra la crusca di frumento, che dispone di 1200 mg di minerale per ogni 100 grammi di parte edibile (contenenti inoltre 1160 mg di potassio, 110 mg di calcio e 550 di magnesio), seguita da germe di frumento e farina di soia.

Tra i latticini al primo posto figura il latte vaccino scremato in polvere, seguito da quello parzialmente scremato e da quello intero. I formaggi freschi vedono invece quello di bufala disporre del maggior quantitativo con 121 mg per 100 grammi di parte edibile. Per quanto riguarda il pesce è contenuto soprattutto nei filetti di spigola d’allevamento (1150 mg/100 di parte edibile) e in quelli d’orata d’allevamento (1050 mg per ogni 100 grammi di p.e.).

La frutta secca rappresenta un’ottima soluzione per garantire un buon apporto di fosforo, con le mandorle dolci secche che contengono 550 mg di questo minerale, oltre a 240 di calcio e 780 di potassio. Più modesto l’apporto offerto dalle verdure e dagli ortaggi, che tuttavia possono contribuire a migliorare il metabolismo dell’organismo grazie a un buon apporto di fibre e altri minerali essenziali.

Il consiglio principale è quello di prestare sempre la dovuta attenzione alla comparsa di eventuali sintomi, senza tuttavia cedere alla tentazione del facile allarmismo. In caso di uno o più campanelli d’allarme, soprattutto se di particolare entità, il consulto con il proprio medico curante è senz’altro la scelta opportuna.

Da non dimenticare inoltre l’importanza di evitare diete estreme fai-da-te e di sottoporsi con regolarità a delle analisi del sangue, per verificare in maniera tempestiva la comparsa di eventuali anomalie.

8 giugno 2017
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