Da otto anni PolieCo, consorzio nazionale per il riciclaggio dei rifiuti dei beni a base di polietilene, promuove a Ischia (Napoli), il Forum internazionale sull’Economia dei Rifiuti, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, di quello della Salute e del MIPAAF (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali).

I temi centrali di quest’anno sono stati il problema della plastica in mare e le discariche, che ancora sono molte nel nostro Paese, per di più mal gestite. Lo ha ribadito Helmut Maurer, della Commissione europea Ambiente, tra gli illustri invitati:

L’Italia ha troppe discariche mal gestite o non gestite assolutamente ed è assurdo che le famiglie italiane paghino in media 1.200 euro per la raccolta differenziata, un servizio che non dovrebbe essere pagato, ma del quale dovrebbero avvalersi.

La soluzione, secondo lui, è quella di puntare sul riciclo. Per aumentarne la quota serve modificare anche moltissimi processi produttivi, facendo in modo che vengano utilizzati materiali che possono, tramite opportune trasformazioni, iniziare una seconda vita.

Molto si è parlato anche della plastica che soffoca i nostri mari. Sono 300 milioni le tonnellate di questo materiale prodotte ogni anno e sono 8 milioni quelle che finiscono in acqua e che in modo diretto, o dopo aver viaggiato lungo i corsi d’acqua, arrivano al mare. Questo anche a causa di una gestione non sempre efficiente dei rifiuti.

In occasione del Forum è stata organizzata una mostra fotografica per illustrare quali sono i danni che la plastica, sia quando non si degrada, che quando si frammenta in piccoli e piccolissimi pezzetti, causa a pesci, uccelli, tartarughe e agli ecosistemi marini in generale. Alla fine della catena ci siamo anche noi, che quando ci nutriamo di pesce e molluschi, assumiamo le sostanze tossiche da loro assorbite assieme alle microplastiche. Claudia Salvestrini, direttrice di PolieCo ci tiene a puntualizzare che i rifiuti in mare sono:

Un problema globale non equiparabile al rifiuto urbano e la cui risoluzione richiede un impegno totale da parte di tutti.

Tra le soluzioni proposte e illustrate al Forum c’è stata quella di Sintol, start up nata nel 2015 all’interno del Politecnico di Torino, spiegata da Gian Claudio Faussone, ingegnere gestionale, inventore di un processo che trasforma la plastica in carburante.

Alessandra Nasti, per Federcoopesca, ha spiegato come ci siano numerose cooperative che promuovono lo smaltimento dei rifiuti che ogni giorno i pescherecci, durante la loro attività, raccolgono in mare. Rosario Trafiletti di Federconsumatori ha sostenuto invece che bisogna puntare sulla ricerca e sull’educazione ambientale come elementi portanti di un cambiamento anche comportamentale, che deve iniziare fin dalla più tenera età.

19 settembre 2016
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